Impegno congiunto per le donne Emblematico il caso di Aisha: il marito denunciato ora è in carcere
CENTO. Il Nucleo antiviolenza della polizia locale di Cento, accanto alle donne, per mettersi in ascolto e aiutarle ad uscire dalla spirale della violenza. Un caso emblematico, quello di Aisha (nome di fantasia), donna e madre che, dopo aver subìto per anni violenze di ogni tipo da parte del marito, oggi può finalmente sorridere. Un sorriso, quello di Aisha, che nella Giornata internazionale della donna, è il regalo più bello. Una giornata di festa, certo, ma anche occasione di riflessione sul valore e la condizione della donna, a fronte dei recenti casi di violenza e femminicidi nel Ferrarese.
Riconoscendo il valore della donna in ogni ambito nella società, il sindaco Fabrizio Toselli e l’assessore Antonio Labianco hanno evidenziato il costante impegno messo in campo, nell’ambito del progetto Do.Min.A, dal Nucleo antiviolenza per proteggere e aiutare donne, minori e animali vittime di violenza e maltrattamenti, in rete con Centro donna giustizia, sezione di polizia giudiziaria (procura di Ferrara) e forze dell’ordine. Come ha ribadito il comandante della polizia locale, Fabrizio Balderi, «il Nav, corpo di polizia giudiziaria - oggi composto dall’ispettore superiore Massimo Perrone e dall’assistente capo Michela Bosi – lavora senza sosta nell’attività d’indagine, affrontando un sempre maggior numero di casi affidati dall’autorità giudiziaria».
Importanti i risultati raggiunti in sinergia con l’autorità giudiziaria. Sono l’assistente Bosi e l’ispettore Perrone a raccontare la storia di Aisha. I fatti risalgono al giugno 2020, quando Aisha si è rivolta al Nav: «Il sorriso nei suoi occhi è, per noi, oggi, il regalo più bello. Un matrimonio combinato, due figlie e in attesa del terzo. Dopo anni di umiliazioni, violenze, anche fisiche e sessuali, da parte del marito, Aisha decide di dare una svolta alla sua vita: viene nella sede della polizia locale per fare denuncia, ha paura ma è determinata. Con le due figlie e incinta, lascia la vita matrimoniale e la casa in cui vive col marito, e va a vivere in quella paterna. Vuole essere indipendente, cerca lavoro. Ed è proprio in questo frangente, che il marito la raggiunge e la costringe ad avere un rapporto sessuale. Ma Aisha è coraggiosa: si è fidata e affidata, ha creduto in noi e nella giustizia. Noi ci siamo messi accanto a lei, abbiamo ascoltato, anche i suoi silenzi. Assieme al Centro donna giustizia facciamo questo tutti i giorni, per dare la possibilità a queste donne di riconquistare la loro vita». Una fiducia, quella dell’autorità giudiziaria nei confronti della polizia locale di Cento, che ha portato un esito esemplare: «A febbraio il marito è stato condannato a 10 anni e 8 mesi. Aisha ha avuto giustizia: oggi è tornata nella sua casa e al posto delle lacrime c’è il sorriso».
Dopo il buio, la luce anche per due donne portate in protezione, di cui una 18enne. Nei primi mesi del 2021, quattro i casi di polizia giudiziaria affrontati, e un caso delegato dalla procura. Mentre sono in corso i lavori per la realizzazione del rifugio Link. —
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