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La quercia di Dante torna a vivere Così l’albero è rinato

D.M.
La quercia di Dante torna a vivere Così l’albero è rinato

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ariano polesine. Da quello che restava di un albero caduto dopo un fortissimo temporale, era nato un piccolo germoglio, diventato poi piantina. Era il 2013, quel ramo è diventato pianta a sua volta e nei giorni scorsi al Museo centro visite di San Basilio nel comune di Ariano Polesine, la piccola quercia è stata messa a dimora. L’iniziativa rientra nell’evento organizzato dal Comune di Ariano nel Polesine e la fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, che celebrano il settimo centenario della morte di Dante.

il motivo

La leggenda narra che Dante Alighieri, in un giorno di afa e caldo, si fermò sotto la pianta per riposare e ripararsi dal sole. Incuriosito si arrampico in cima all’albero vide l’abbazia di Pomposa, che poi divenne una delle sue tappe successive. «Quello che questa piantina rappresenta – ha detto Luisa Beltrame, sindaco di Ariano – è un investimento sul futuro di questa terra e del mondo. Coscienti che un alberello, nato molti secoli fa, aveva più probabilità di sopravvivere nel tempo di quanto, purtroppo, non ne possa sperare di avere oggi. E proprio perché coscienti di questo, piantiamo la nostra quercia e vogliamo pensare che avrà lunga, lunghissima vita: almeno quanto la sua antenata».

In parallelo a questo simbolico evento la fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo offrirà ai visitatori del Centro visite di San Basilio l’opportunità di conoscere meglio la storia della quercia di Dante.

Giuseppe Toffoli, vicepresidente della fondazione, annuncia, infatti, la decisione di offrire al Museo, nel cuore della terra della grande quercia, alcuni dei materiali prodotti per la fortunata mostra ad essa dedicata alla quercia e a Dante a Palazzo Roncale, a Rovigo. «In questo modo – ha detto Toffoli –, un evento temporaneo come una mostra può continuare a vivere non solo nella memoria di chi l’ha visitata o nel catalogo, ma anche nel territorio, a servizio della cultura e della promozione turistica» . —

D.M.

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