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La cerimonia ieri all’ex ospedale Sant’Anna 

Ricordare Maria Zamorani Una targa per la pediatra vittima della follia nazista

Margherita Goberti
Ricordare Maria Zamorani Una targa per la pediatra vittima della follia nazista

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Nel cortile della Casa della Salute di corso Giovecca è stata scoperta ieri una targa dedicata a Maria Zamorani nata a Ferrara nel 1893 e morta nel 1944 in un lager nazista. Una delle pochissime donne medico in Italia dell’epoca, lavorò come pediatra e ricercatrice all’ospedale Sant’Anna fino al 1938 quando le Leggi razziali la esonerarono da ogni incarico. Pur potendo rifugiarsi in un altro Paese, Maria - che già durante la prima guerra mondiale si era occupata dei figli dei combattenti ebrei - preferì rimanere per dedicarsi alla comunità ebraica e questo le costò la vita; come hanno ricordato il presidente della comunità ebraica Fortunato Arbib e il pronipote Gianni.

«Nel 1944 – ha proseguito Gianni Zamorani – era ricoverata in ospedale, ma ugualmente il 22 aprile fu inviata a Fossoli e poi il 16 maggio messa sul treno per Auschwitz dove arrivò il 20 maggio, però dopo essersi suicidata con una capsula di cianuro. Maria non è stata l’unica vittima nella nostra famiglia: morirono sia il nonno che suo figlio. Fu per decenni dimenticata poi un giorno nella nostra casa di via Montebello trovammo una foto che la ritraeva insieme alla nonna ma non eravamo certi che fosse lei; fu la madre di Riccardo Modestino che le dedicò molti dei suoi scritti, che la riconobbe e oggi sono lieto che le venga scoperta questa targa proprio nel luogo dove operò per tanti anni».

Anna Gualandi (Asl) ha sottolineato l’importanza di ricordarla, come si sono associate le assessore Cristina Coletti e Dorota Kusiak, alla presenza del preside e alcuni studenti del Roiti, dove questa mattina Anna Quarzi ripercorrerà la storia di Maria Zamorani e di altre donne vittime della guerra. Una cerimonia ancora più significativa, ha detto il prefetto, nella giornata dedicata alle donne. La targa offerta dal Comune è stata voluta dall’Associazione Toponomastica femminile rappresentata da Elena Branca e Federica Pintus. –

Margherita Goberti

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