Il vicesindaco di Ferrara condannato per diffamazione
In campagna elettorale Nicola Lodi apostrofò il radicale Zamorani dandogli dello squallido, meschino e vigliacco. Naomo: «Ricorso in appello, arriverò fino in Cassazione»
FERRARA. Nicola Lodi, vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Ferrara, è stato condannato oggi, mercoledì 10 marzo, dal giudice Caucci su richiesta della pm onoraria Antognini per diffamazione nei confronti di Mario Zamorani, leader politico storico dei Radicali ferraresi e oggi di +Europa.
Il giudice ha deciso una pena pecuniaria di 300 euro, il minimo della pena, e anche la rifusione dei danni a Zamorani, che lui stesso con il suo legale, Pasquale Longobucco, aveva fissato in un simbolico euro. Lo stesso legale, dopo la sentenza si dice «soddisfatto poiché è stato confermato l’eccesso delle dichiarazioni di Lodi verso Zamorani, che non potevano avere una esimente politica, poiché dichiarate sul piano personale».
Lodi, difeso dall’avvocato Ciriaco Minichiello, ha subito dichiarato, perentorio: «Andiamo direttamente in appello, poiché a mio avviso questo processo è frutto di una volontà politica di Zamorani di utilizzare la magistratura: non sono sorpreso, me lo aspettavo, poiché questo era l’obiettivo di Zamorani. Potrei chiudere lì pagando la pena inflitta, ma andremo fino in Cassazione, non la do vinta sul piano della giustizia».
Lo stesso Lodi rammenta che allo stesso Zamorani «aveva proposto le scuse e la remissione della querela, ma non aveva accettato. Voglio ricordare che quelle espressioni erano state usate in un periodo di campagna elettorale». Ultimo ma non ultimo, Lodi si congeda così: «Non mi dispiace, poiché questo è un altro segnale che la parte opposta politica utilizza la magistratura per colpirmi».
La querelle politica alla base del processo concluso oggi nasce dalle parole che Lodi, primavera 2018, nel ruolo che ricopriva allora di segretario Lega, rivolse a Zamorani: «A Zamorani dico che è una persona squallida, – disse Lodi – sta cercando di fare campagna elettorale nella maniera peggiore, è meschino, vigliacco».
Affermazioni di Lodi arrivate dopo altri scontri verbali e personali, con Zamorani che parlava di intimidazioni, atmosfera cupa in città, ostilità e contrapposizioni, dovute ai modi di fare politica di Naomo: il metodo Naomo (ruspa selvaggia, calci in c... e tanto altro) come è stato rammentato dal legale di parte civile al processo, l’avvocato Longobucco. Mentre lo stesso Lodi al giudice aveva ribadito trattarsi di «schermaglie politiche», confidando in una lettura politica.
Così non è stato: condannato, con la pena accessoria della pena non sospesa, verosimilmente per i precedenti giudiziari di Lodi, ma per sapere nel dettaglio la motivazione del giudice occorrerà aspettare 90 giorni. —
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