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IL PROCESSO 

La resa dei conti per quella gomitata è soltanto rinviata

La resa dei conti per quella gomitata è soltanto rinviata

A Foggia slitta ad aprile l’udienza della difesa di Iannilli Il pivot accusato di violenza sul capitano ferrarese Ferri

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«Davvero, la giustizia italiana è sorprendente, ha dei tempi che non ci si capacita. D’altro canto, se c’è in giro gente che ha ammazzato...». È costernato Michele Ferri, ex capitano di mille battaglie alla guida del basket cittadino: dopo quasi 8 anni dai fatti, ancora attende giustizia.

altro impegno

Ieri, che sarebbe dovuto essere il giorno della difesa, è invece arrivato un rinvio: «Legittimo e annunciato - precisa l’avvocato Dionigi Neri, che rappresenta Ferri nel procedimento in cui il play si è costituito parte civile -, il collega della difesa aveva fissata una precedente udienza a Civitavecchia, così il giudice ha accordato il rinvio: se ne riparlerà il 13 aprile».

Sarà dunque quello il giorno della difesa di Andrea Iannilli al tribunale di Foggia. Davanti al giudice monocratico Flavia Accardo, dopo i testimoni di accusa e parte civile (tra questi, l’allora gm Giacomo Incarbona e il pivot Michele Benfatto della Mobyt Ferrara), saranno lo stesso Iannilli e i suoi testi a difesa a parlare: 13 quelli richiesti, di questi accolti solo 3 dal giudice, che vuole finalmente arrivare a sentenza.

IL FATTACCIO

Stiamo parlando del processo all’ex pivot di San Severo per lesioni gravi - la vittima è Michele Ferri, il play allora capitano della Mobyt Ferrara - e di gara 3 della finale promozione in Legadue. Una gomitata, quella rifilata da Iannilli a Ferri, che gli provocò lo sfondamento dello zigomo, una frattura scomposta, e il rientro dell’orbita oculare, costringendo Ferri all’intervento chirurgico d’urgenza nel reparto maxillo facciale di Ferrara, con 90 giorni di prognosi: pur avendo il legale di Ferri e della Mobyt attivato la procedura giudiziaria, avendo avuta accolta la sospensione della clausola compromissoria, il processo è d’ufficio, vista la gravità delle lesioni, superiori ai 40 giorni di prognosi.

Iannilli, 207 centimetri d’altezza per 107 chili di peso, sostiene che fu uno scontro di gioco: le testimonianze, che riferiscono di una promessa fatta dal pivot al play nel match precedente, così come le immagini visionate in udienza lasciano intendere ben altro. —

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