Una costruzione del XIII secolo con numerosi cambiamenti
Lo Scalone di piazza Municipale rappresenta l’acceso principale alla sede del municipio di Ferrara, l’antico palazzo ducale estense. Dopo un’irta salita a prova di fiatone si entra dal portone di vetro e si accede al piano nobile del palazzo, dove si possono ammirare due vasti saloni con soffitti e decorazioni del XVI secolo. In quest’ala del palazzo, che a partire dal XVII secolo fu sede del Maestrato dei Savi, – come ricorda lo storico dell’amministrazione comunale, Francesco Scafuri – Ercole I d’Este nella seconda metà del’400 aveva fatto costituire la cosiddetta “Sala Grande” per feste e spettacoli teatrali; qui successivamente Ludovico Ariosto, al fine di rappresentare a corte le proprie commedie, vi fece sistemare il “primo teatro stabile in Italia”, purtroppo distrutto da un incendio nel 1532.
La genesi
Il Palazzo, oggi in gran parte di proprietà del Comune di Ferrara, fu costruito a partire dal XIII secolo dagli Estensi, per farne la loro residenza. Originariamente il palazzo era costituito su via Cortevecchia e di fronte alla Cattedrale. L’edificio fu ampliato nella seconda metà del XIV secolo per volere del marchese Nicolò II, mentre tra il 1479 ed il 1481 il duca Ercole I d’Este fece assumere all’intero complesso l’assetto planimetrico attuale, organizzando il Palazzo Ducale attorno al “Cortile” (attuale Piazza Municipale) e al retrostante Giardino delle Duchesse, descritto all’epoca come un luogo paradisiaco circondato da bellissimi loggiati, uno spazio verde esclusivo frequentato inizialmente dal duca e dalla Corte. Oggetto di trasformazioni nei secoli successivi, il giardino conserva tuttavia un fascino particolare. Fu proprio con Ercole I d’Este che la città raggiunse il massimo splendore: egli infatti, insieme all’architetto di corte Biagio Rossetti, ideò la famosa Addizione Erculea, il piano regolatore della zona a nord del Castello Estense, grazie al quale Ferrara divenne la “prima città moderna d’Europa”.
Nel corso del XVI secolo il Castello Estense divenne la residenza prediletta dai duchi, tuttavia, il palazzo fu ancora frequentato dalla Corte, fino al 1598, anno in cui Ferrara passò sotto il diretto dominio dello Stato Pontificio; da quel momento il palazzo, pur rimanendo per un lungo periodo in parte di proprietà estense, cessò la sua destinazione di dimora ducale, per poi divenire un complesso architettonico frazionato tra diversi intestatari, fino ad essere destinato principalmente a Residenza Municipale. L’edificio risente quindi delle varie modifiche apportate nei secoli, ma ciò rende ancora più ricca ed interessante la sua architettura.
Gli ambienti
Tra gli spazi di maggiore interesse, oltre alla Stanza Dorata (XV secolo) restaurata nel 2011, il Camerino delle Duchesse ben rappresenta il gusto e la raffinatezza degli Estensi. Si tratta di un piccolo ambiente, uno “scrigno prezioso” concepito per Eleonora e Lucrezia d’Este, decorato tra il 1555 ed il 1560 in gran parte da Cesare, Camillo e soprattutto Sebastiano Filippi (detto il Bastianino).
Nella Sala degli Arazzi, quella deputata per la celebrazione dei matrimoni, invece, vi sono esposti due pregevoli arazzi fiamminghi della prima metà del Seicento; è presente inoltre un armadio della seconda metà del Cinquecento, i vari oggetti di antiquariato del XVIII e XIX secolo ed un rarissimo tavolo in marmo dipinto.
C’è poi la Sala dell’Arengo, che si affaccia proprio davanti alla Cattedrale, che è stata affrescata con pregevoli decorazioni tra il 1934 ed il 1938 da Achille Funi con la collaborazione di Felicita Frai. Un palazzo che presenta grandi potenzialità storiche.
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