Il vicesindaco Nicola Lodi condannato per diffamazione
Disse “persona squallida, vigliacco e meschino” al radicale Mario Zamorani Il giudice: pena di 300 euro, ma non viene sospesa per tutte le altre condanne
Erano state parole a ruota libera, pronunciate in un contesto politico, in piena campagna elettorale, quella del 2018. Nicola Lodi, allora solo segretario della Lega, criticato per i suoi modi bruschi di far politica seguendo il suo metodo alla Naomo (a suon di ruspa selvaggia e calci in c...), aveva replicato a Mario Zamorani, leader storico dei Radicali e oggi di + Europa, non certo in stile “politichese” dicendogli di essere «persona squallida, vigliacco e meschino».
Parole al processo
Queste parole sono diventate un processo e ieri il vicesindaco e assessore Nicola Lodi è stato condannato dal giudice Caucci su richiesta della pm onoraria Antognini per diffamazione nei confronti di Mario Zamorani, leader politico storico dei Radicali ferraresi e oggi di +Europa.
Il giudice ha deciso una pena pecuniaria di 300 euro, il minimo della pena, e deciso anche la rifusione dei danni a Zamorani, che lui stesso con il suo legale, Pasquale Longobucco, aveva fissato in un risarcimento simbolico di 1 euro a riprova, avevano sostenuto, del profilo nei confronti di Lodi, senza personalizzare ma stigmatizzando appunto i suoi modi e le sue parole nel fare politica col metodo Naomo.
Lo stesso legale, Longobucco, dopo la sentenza si dice «soddisfatto poiché è stato confermato l’eccesso delle dichiarazioni di Lodi verso Zamorani che non potevano avere una esimente politica poiché dichiarate sul piano personale». Insomma, offese sono e restano, diffamatorie sulla persona, senza l’attenuante della critica politica.
Lodi, difeso dall’avvocato Ciriaco Minichiello, poco dopo la sentenza ha subito dichiarato, perentorio: «Andiamo direttamente in appello, poiché a mio avviso questo processo è frutto di una volontà politica di Zamorani di utilizzare la magistratura: non sono sorpreso, me lo aspettavo poiché questo era l’obiettivo di Zamorani. Potrei chiudere lì pagando la pena inflitta, ma andremo fino in Cassazione non la do vinta sul piano della giustizia». Lo stesso Lodi rammenta che allo stesso Zamorani «aveva proposto le scuse e la remissione della querela, ma non aveva accettato, ma voglio ricordare che quelle espressioni erano state usate in un periodo di campagna elettorale». Ultimo ma non ultimo, Lodi spiega: «Non mi dispiace poiché questo è un altro segnale che la parte opposta politica utilizza la magistratura per colpirmi e ritengo sia vergognoso utilizzare la magistratura a fini personali». Poi in una nota rilasciata nel pomeriggio di ieri ripercorreva il contesto in cui erano maturate quella parole “diffamatorie”.
Clima fascista
«Si ricordi che Mario Zamorani tentò di insinuare che noi della Lega stavamo portando un clima in città che richiamava l’epoca fascista, che senza ombra di dubbio è il periodo più buio della storia. Lo attaccai politicamente per quel gesto, quindi attendiamo le motivazioni del giudice, perché ritengo che questa sia una vera e propria azione politica di uso della magistratura e ovviamente andremo fino in cassazione per dimostrare che io non ho mai offeso la persona di Zamorani». E ancora, in crescendo, il vicesindaco Lodi: «Come mai invece Zamorani, paladino della giustizia, non dice nulla sulla mobilitazione del Pd a Porotto, iniziata senza avere le dovute autorizzazioni? Prendo atto quindi che il radicale è attento solamente ciò a cui piace, o non piace, a lui». —
Daniele Predieri
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