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Le Zappata chiuse per Covid Insegnanti e personale positivi

An.Bo. e K.R.
Le Zappata chiuse per Covid Insegnanti e personale positivi

Ieri a casa 14 classi. Oggi 4 sezioni potranno rientrare. Scatta la dad per gli altri Il sindaco: «L’Ausl non avvisa gli amministratori, non lo ha mai fatto»

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Ieri mattina le scuole medie Zappata di Comacchio sono rimaste chiuse causa Covid. Circa duecento gli alunni rimasti a casa dopo che alcuni docenti e un operatore sono risultati positivi. L’Ausl ha attivato immediatamente il protocollo e dopo la giornata di stop già oggi quattro classi su 14 torneranno con la didattica in presenza mentre per gli altri è scattata quella distanza. I ragazzi richiamati in aula non hanno avuto alcun contatto con le persone risultate positive.

le reazioni

Non riveste più il carattere della straordinarietà l’assenza di intere classi da scuola, per attuare l’isolamento domiciliare provocato dalla diffusione del Covid 19. Tuttavia, la chiusura, ieri mattina, dell’istituto di istruzione secondaria di primo grado “Alessandro Zappata” di Comacchio, ha provocato alcuni malumori perché, come rilevato dalla lista civica Per Fare, non era stata adeguatamente comunicata dal sindaco e dall’amministrazione comunale.

Il punto, e va ricordato, è che gli amministratori sono “tagliati fuori” nel senso che alcuna comunicazione viene data dall’Ausl ai sindaci ma in generale sono i dirigenti scolastici, senza alcun obbligo, che avvertono delle decisioni prese. In questo caso nè il sindaco Pierluigi Negri nè l’assessore alla Pubblica istruzione Maura Tomasi sono stati contattati ed hanno quindi saputo della chiusura solo ieri mattina.

dalla scuola

Alunni a casa e scuola chiusa, in ottemperanza alle disposizioni del Dipartimento di Sanità Pubblica, così come tiene a chiarire la dirigente scolastica Adriana Naldi. «Ci sono due classi in quarantena – conferma la dirigente scolastica –, attualmente in attesa di effettuare la prova del tampone. È stata attivata la didattica a distanza e questa, come noto, è una procedura a cui tutte le scuole si attengono su precise disposizioni del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl. Noi, in via preventiva, avevamo già adottato la didattica a distanza da alcuni giorni. Resteremo in attesa – conclude Adriana Naldi –, della comunicazione di rientro della quarantena, che ci verrà comunicata dall’Asl»:

La ragione per cui l’intero plesso scolastico ha dovuto chiudere i battenti è legata a questioni organizzative. I docenti delle due classi interessate dalla quarantena sono gli stessi che insegnano in altre classi e non potendoli sostituire, a tutti gli alunni viene così applicata la didattica a distanza. L’istituto comprensivo, ha costantemente messo in atto i protocolli sanitari previsti dalla normativa vigente e quindi anche gli interventi di sanificazione straordinaria restano in cima all’elenco delle priorità legate alla sicurezza.

«Appena saputo ci siamo naturalmente attivati - spiega Tomasi -. Certamente avremmo preferito essere informati prima, ma come già detto più volte noi che siamo responsabili di quanto succede in paese, non veniamo presi in considerazione. Funziona così». —

An.Bo. e K.R.

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