Parco del Delta Per Legambiente c’è tanto da fare
comacchio. In riferimento alla costituzione della Consulta del Parco istituita dopo otto anni dall’approvazione dello statuto dell’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità, Legambiente Comacchio sottolinea la sua soddisfazione. Nello stesso tempo, però, secondo l’associazione è necessario completare quanto lo statuto ha previsto: la costituzione del Comitato di orientamento tecnico scientifico e del Comitato per la promozione della macroarea. «A nostro parere c’è un’ulteriore passaggio da perfezionare: Il rinnovo della nomina del presidente dell’Ente Parco e il rinnovo della nomina del direttore tecnico».
Secondo Legambiente «l’ente Parco e la Regione hanno perso troppo tempo per costituire un ente di gestione dell’area naturale e non l’hanno dotato di strumenti validi per compiere un salto di qualità nella gestione della risorsa ambientale di valenza europea e mondiale.
il futuro
E, ancora, «accettando di fare parte delle riserve della Biosfera Mab Unesco senza avere dotato l’Ente Parco di personale e di competenze adeguate all’impegno può mettere a rischio tale riconoscimento. È necessario un cambio sostanziale nella gestione e nella programmazione futura per l’area tutelata». Legambiente continua a chiedere una unica governance tra le due regioni Veneto ed Emilia Romagna, e l’adempimento di istituzione del Parco Nazionale Delta del Po. «Dal 2013 il personale dell’Ente Parco è diminuito senza essere sostituito con competenze valide. Alla guida tecnica è necessario personale non amministrativo ma con competenze soprattutto tecnico-scientifiche».
Infine, «non comprendiamo l’avviso di sfratto comunicato dall’Ente Parco alla sezione carabinieri forestali di Comacchio con sede in alcuni spazi contigui alla sede del Parco in via Mazzini 200». —
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