Solo il Dna potrà dire che sono i cugini Benazzi
Servono prove per il riconoscimento: ci vorranno settimane, poi i funerali. Intanto via a nuovi esami tossicologici e tecnici
codigoro. La data dei funerali di Riccardo e Dario Benazzi è lontana: quello che resta dei corpi non sarà restituito alle famiglie prima di diverse settimane e questo perché gli esami per arrivare a capire le cause della morte sono estremamente complessi. Non solo, poiché le due vittime non sono ancora state riconosciute ufficialmente e solo il Dna potrà confermarlo.
le ipotesi
Sono dunque in corso altri accertamenti irripetibili, in particolare tossicologici per stabilire come sono morti i cugini Benazzi. Ma anche tecnici sulle tracce ematiche e organiche individuate sul luogo del delitto, per la successiva comparazione. Nei prossimi giorni verranno nominati un tossicologo forense e un genetista forense. Ma a cosa servono gli esami tossicologici? Gli inquirenti devono capire se i due hanno respirato del fumo, per arrivare s stabilire se sono morti prima o dopo l’incendio della macchina. Se sono stati uccisi prima c’è anche il reato di occultamento di cadavere, se invece dopo c’è la crudeltà.
la dinamica
Ecco, quindi, emergere l’ipotesi che i cugini possano essere stati colpiti con il fucile, Riccardo ucciso sul colpo, Dario forse morto dopo, caricati in macchina e quindi avvolti dalle fiamme per cancellare ogni traccia possibile. Il fatto che dei corpi sia rimasto poco o niente rende le indagini estremamente complesse anche se sono diverse le piste su cui gli inquirenti si muovono. Inquirenti che stanno lavorando a tutto campo con investigatori impegnati dei carabinieri di Copparo, del reparto investigativo e della Scientifica.
Le indagini coordinate dalla pm Lisa Busato sono arrivate a una svolta, da una parte quelle tecnico-scientifiche dall’altra quelle investigative, sulle quali gli inquirenti si dicono ottimisti, e sulle quali vige il più stretto riserbo. —
Annarita Bova
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