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IL CASO AI LIDI 

Un ristorante venduto due volte all’asta «Mai capitato prima»

Davide Bonesi

La sorpresa del proprietario dell’attività commerciale  «Con gli appartamenti ceduta anche metà del mio locale» 

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Davide Bonesi

LIDI. Questa storia ha del paradossale, perché di fatto ha sancito che lo stesso immobile venisse venduto a due persone differenti, creando non pochi problemi. In particolare, perché si tratta di un ristorante dei Lidi, con uno dei due proprietari che avendo gli appartamenti al piano superiore ha acquisito un diritto di passo attraverso il ristorante, obbligando l’altro proprietario a creare un percorso speciale. E qui però entra in gioco il gestore del locale, il quale di fatto si trova nella situazione di avere il ristorante chiuso (anche per il Covid) ma una persona che può tranquillamente entrare.

La vicenda è scoppiata lo scorso maggio, quando con una sentenza il giudice riconosceva il diritto di passo attraverso il ristorante, nonché la comproprietà di circa la metà dello stesso immobile. Immobile situato in uno dei sette Lidi e venduto all’asta in due diversi momenti nel 2016: a febbraio un cittadino di nazionalità straniera residente nella nostra provincia si è aggiudicato due appartamenti situati sopra il locale, mentre a ottobre un cittadino italiano residente in provincia di Verona si è aggiudicato il locale, dato poi in gestione a un terzo.

LA SEGNALAZIONE

«Di fatto - spiega il cittadino veronese -, l’altra persona con 39mila euro si è visto assegnare la comproprietà di circa metà di un ristorante di 328 metri quadrati, direi un bell’affare. In pratica, il tribunale ha alienato due volte lo stesso bene. Ora, fortunatamente, sono persona abituata a fare affari all’asta, però mai mi è capitata una cosa del genere e penso se al mio posto ci fosse una persona che ha investito tutto in questo acquisto come vivrebbe? La sentenza è questa, c’è poco da fare, ovviamente ho già presentato appello, anche se incredibilmente non è stata data la sospensione alla sentenza, così devo provvedere immediatamente a sistemare la questione del diritto di passo per il mio “socio”».

Va detto che l’altro proprietario relativamente alla comproprietà del locale dalla sentenza di maggio a oggi non ha accampato alcuna pretesa, ma i problemi sono relativi al diritto di passo. «In pratica - continua il cittadino veronese - per accedere ai due appartamenti deve passare da uno spazio del ristorante. Questo perché finora era sempre passato dal cortile del condominio adiacente, però nelle more dell’asta il passaggio è stato chiuso, con i condòmini che in attesa della causa hanno permesso al proprietario degli appartamenti di passare ancora. Ora però devo intervenire nel locale, ma è chiaro che comporta dei problemi alla persona che lo ha in gestione».

LA SOLUZIONE

Dunque, come fare? «Ho già preso accordo con un’azienda edile, di fatto creeremo un corridoio adiacente alla distesa esterna del ristorante, di fronte al condominio: un corridoio di un metro e mezzo che poi porta a un cortiletto e da lì ci sono le scale che portano ai due appartamenti al piano superiore. Giustamente il gestore del ristorante mi dice che non è corretto avere un estraneo che entra dentro, in particolare negli orari di chiusura. Per questo, stiamo valutando di inserire una vetrata lungo il percorso che isoli le sale del ristorante dal corridoio».

In questi giorni, il cittadino della provincia veronese ha scritto una lunga nota al presidente del Tribunale di Ferrara, nella quale spiega questo episodio a suo dire di ingiustizia, sottolineando in particolare come sia sfuggito il suo acquisto all’asta, unico motivo che può giustificare un errore del genere». —

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