«Quello che è accaduto non sarà dimenticato»
Presenti amministratori e rappresentanti di forze dell’ordine Ma soprattutto amici e cittadini che hanno voluto esserci
ospitale. Chi ha preso parte alle esequie di Rossella Placati, ieri pomeriggio, dinanzi al santuario della Madonna della Pioppa di Ospitale, è tornato a casa con una certezza nel cuore: quello che è accaduto non verrà dimenticato. Ne sono convinti i moltissimi cittadini che non hanno voluto rinunciare a portare l’ultimo saluto a quella che potrebbe essere l’ennesima vittima di femminicidio. A cominciare dal sindaco di Bondeno, Simone Saletti: «È giusto portare quest’ultimo saluto, rispettando il silenzio e il dolore della famiglia e della comunità. In momenti come questi, non ci sono parole per dare spiegazione a quanto accaduto – prosegue il sindaco – o per rasserenare gli animi della famiglia di Rossella e di quanti le volevano bene. I tanti presenti alle esequie dimostrano quanto grande sia stata la risposta della comunità, ed ingiustificabile quanto successo». L’amministrazione è presente quasi al completo. L’assessore alle pari opportunità, Francesca Aria Poltronieri, rivela che «in questi giorni abbiamo incontrato la famiglia offrendole un supporto. Insieme ai miei colleghi esprimiamo il cordoglio unanime per la perdita di Rossella e l’episodio brutale che è stato commesso».
la comunità
Nel piazzale antistante al santuario della Madonna della Pioppa, dove si sono raccolti i tanti amici e conoscenti della famiglia Placati, c’è anche l’assessore alla sicurezza urbana, Ornella Bonati, che parla di «un momento difficile per la nostra comunità. La presenza di tante persone – dice – è la dimostrazione che questa ragazza (perché Rossella era ancora molto giovane) era molto conosciuta e ben voluta da tutti». Sulla stessa linea l’assessore alle attività produttive, Michele Sartini: «In questo momento le cose più giuste sono il silenzio e la vicinanza alle sorelle ed ai figli di Rossella». Certe che quanto accaduto non verrà dimenticato sono le esponenti dell’Udi sezione di Bondeno.
le donne
A prendere la parola, in rappresentanza delle tante militanti che portano fieramente il loro drappo, è Laura Gulinati. La quale, a parte esprimere l’unanime “cordoglio”, parla anche della risposta della collettività alla manifestazione di piazza del 26 febbraio: «Non ci aspettavamo una simile risposta da parte di tutti – spiega Gulinati –. Abbiamo organizzato questo flash mob per dare un messaggio, ma siamo fiduciose che le cose possano davvero cambiare. Tanti giovani, compresi gli amici dei figli di Rossella, hanno partecipato, anche in momenti successivi e, davvero, abbiamo la speranza che le cose possano cambiare. È una speranza per il futuro». Tra i tanti cittadini che non hanno fatto mancare la loro presenza per l’ultimo saluto a Rossella, anche Carlino Fabbri: «Cosa resterà di tutta questa vicenda? Credo un’immagine estremamente negativa. Mi hanno sempre insegnato che a tutto c’è rimedio, tranne che alla morte. È difficile entrare in certe dinamiche e nella testa di chi commette certe cose. E adesso a soffrire è la famiglia». —
Mirco Peccenini
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