«Autostrade non chiuse A13 Responsabile degli schianti»
Il bilancio fu terrificante: due morti, tredici feriti con 27 mezzi coinvolti in dieci incidenti, nello spazio di due ore e mezza, a poca distanza l’uno dall’altro, lungo l’autostrada 13, tra Ferrara e Poggio Renatico. In uno di questi tamponamenti morì Angelo Morina, 44 anni, di Cosenza, scontrandosi contro un grosso camion. C’erano gelo e tanta nebbia, quella mattina del 19 gennaio scorso. E Società autostrade secondo lo Studio legale Frascerra non fece il possibile per evitare tutti questi tamponamenti, e quello in cui morì Morina. Perchè - secondo i legali - Autostrade non chiuse il tratto stradale (se non alle 15, mentre gli schianti si susseguirono dalle 10 in poi); non segnalò con cartelli luminosi il rischio di code, e gli altri incidenti mentre lo fece solo col primo incidente di quella mattina. E soprattutto Autostrade avrebbe dovuto, per i motivi meteo avversi, chiuderla propria l’A13per evitare ciò che poi accadde. Così lo studio legale ora chiama in causa Autostrada (come responsabile civile per i danni fici e morali) per «colpa e fatto omissivo». Questo dal punto di vista civilistico mentre l’inchiesta penale è in corso e anche in questa sede, lo studio Frascerra ha chiesto di accertare eventuali reati omissivi della società Autostrade. —
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