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Botteghe storiche Nasce il marchio del commercio antico

Marcello Pulidori
Botteghe storiche Nasce il marchio del commercio antico

Sinergia tra Comune e Sipro, 14 attività già nell’albo  L’assessore Fornasini: «Straordinario rilancio turistico»

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Marcello Pulidori

Un viaggio meraviglioso in una storia diversa dalla tradizionale, ma forse proprio per questo più ricca di suggestioni. Il Comune di Ferrara ha creato l’albo delle botteghe storiche, che avrò un suo marchio esclusivo. Sono 14 al momento le botteghe che possono fregiarsi del titolo ma altre potrebbero arrivare in corsa, nei prossimi giorni e mesi.

Tra chi già è nell’albo, nomi che i ferraresi non potranno mai dimenticare: Acconciature Unisex, Birreria Weizen, Birreria Wilson’s, Borsalino, Farmacia Navarra, Felloni Tessuti, Hustariaza, La Gigina, Osteria degli Angeli, Panificio Perdonati, Pasticceria Bida, Pistelli e Bartolucci (nato come bazar), Pizzeria Orsucci e Rosticceria Ducale.

Il requisito essenziale per poter fare domanda di ammissione al marchio è che l’attività sia aperta da almeno 50 anni (25 per le osterie). Il Comune di Ferrara, con Sipro, Agenzia per lo sviluppo, ha lanciato ieri 2 tour virtuali nel commercio e nell’artigianato tradizionali. Due gli itinerari, appunto: uno è legato a Ferrara e al suo centro storico Patrimonio dell’Umanità Unesco, e un altro all’antico ghetto ebraico. «La valorizzazione delle botteghe storiche si inserisce nel quadro dei nostri obiettivi strategici di rilancio commerciale e turistico della città – ha detto l’assessore Matteo Fornasini – e l’abbiamo inserita anche, come specifica linea d’azione, nell’ambito del progetto, candidato in Regione, dal titolo: ’Open to you: Ferrara città da scoprire”.

«Lo sviluppo economico – ha detto l’assessore Angela Travagli – è un tema di fondamentale importanza che è al centro delle nostre politiche e che pensiamo debba anche passare attraverso il consolidamento della nostra identità. Le botteghe storiche – ha detto ancora Travagli – esprimono questo concetto con grande forza. La loro promozione in percorsi turistici uniscono infatti la valorizzazione culturale alle produzioni tipiche».

«Un percorso importante – ha poi ribadito la coordinatrice Sipro, Chiara Franceschini – perché ci ha consentito di fare una mappatura della città, scoprendo anche un bacino potenziale. Parliamo di attività che avranno sempre maggior rilevanza quando il turismo riprenderà».

«Il lavoro fatto, anche grazie al confronto con le associazioni di categoria – la chiosa dell’amministratore unico di Sipro, Stefano di Brindisi – ci permette di portare avanti ragionamenti di prospettiva in termini imprenditoriali, commerciali, turistici. Comparti sempre più legati tra loro». –

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