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La segnalazione 

«Il vaccino a un disabile Una trafila troppo lunga»

Margherita Goberti

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«Ho appena saputo che finalmente la situazione si è sbloccata e che mio figlio disabile assumerà il vaccino il 15 marzo: ma quanto è stato difficile il percorso che ho dovuto affrontare per ottenere un diritto sancito dalla normativa», commenta con qualche perplessità D.G., la mamma di un ragazzo di 22 anni affetto da disabilità cognitiva e da altre patologie, residente in provincia. Nonostante l’interessamento della madre, che si è rivolta all’Asl e al medico di base, la trafila è stata incerta e lunga. Il ragazzo sarà vaccinato lunedì nel centro professionale che frequenta due volte alla settimana, a Maiero. «Tutto bene quel che finisce bene – conclude D.G - ma se nel frattempo lui si fosse ammalato o si fosse contagiato cosa sarebbe accaduto? Io sono una sanitaria e sono stata subito vaccinata ma per mio figlio, che ha occasioni per entrare in contatto con altre persone e vive una situazione molto delicata, non è stato semplice arrivare al risultato». —



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