L’ultimo saluto a Riccardo dalla comunità centese e dal mondo del carnevale
CENTO. Molta commozione, e tanti ricordi, ieri al funerale di Riccardo Borghi l’imprenditore renazzese, di 65 anni, che il 2 marzo si è tolto la vita, nel suo capannone, perché non ha saputo reggere allo sconforto perché la sua azienda era andata in grossa crisi causa la pandemia.
Indossando la felpa della loro associazione i primi ad arrivare davanti alla collegiata di S. Biagio, molto prima dell’inizio del rito funebre fissato per la 15, sono stati gli amici dell’associazione carnevalesca Fantasti100, con cui lo scomparso e la sua famiglia erano da sempre attivamente impegnati. Tra loro anche Ivano Manservisi, patron del Cento Carnevale d’Europa.
All’arrivo del feretro tutti lo hanno circondato, come in un unico grande abbraccio, per dimostrare la vicinanza e il cordoglio alla moglie Patrizia e al figlio Andrea. Tra questi anche il primo cittadino. «Questo è un dramma - ha detto Fabrizio Toselli - e diventa maggiore quando è coinvolta una famiglia che si conosce. Il giorno del fatto ero a una riunione con i carristi del carnevale e, tra questi, c’era anche il figlio Andrea».
Molta emozione e raccoglimento anche durante il rito funebre. «Diamo l’ultimo saluto - ha detto don Victor nell’omelia - al nostro fratello Riccardo. Sapevo che faceva parte dell’associazione del carnevale ed era un creativo. La morte infrange le speranze umane e crea tanto dolore nelle persone, vicine a chi ci ora non c’è più, ma ci ha lasciato il segno di una famiglia unita. Questo non si deve mai dimenticare».
Commovente anche il saluto all’uscita del feretro dalla chiesa, dove ancora una volta i presenti si sono stretti alla famiglia. —
G.B.
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