«Ospiti maltrattati? Accuse ripugnanti»
L’indagine della procura sulla Residenza Caterina è in corso, al momento sono conoscitiva: è stata aperta sulla base di esposti in cui si ipotizzano anche maltrattamenti e abbandoni. Contro cui intervengono i dipendenti della Residenza Caterina: «Siamo stati accusati ingiustamente - scrivono - di mancata assistenza, maltrattamenti e abbandono e non esistono parole più infamanti di queste per chi fa con passione e dedizione il nostro lavoro; passione e dedizione che non sono mancate neanche quando, indossando guanti, mascherine, camici, occhiali, e visiere protettive, ci prendevamo cura dei nostri ospiti al meglio. Le accuse di maltrattamenti sono a dir poco ripugnanti». «Assurdo - dicono - avere un famigliare in struttura e non fidarsi delle persone a cui è stato affidato» o «continuare ad infamare chi lavora, invece di richiedere con espressa volontà la sua dimissione, senza perdersi in chiacchiere e burocrazia. Tutto questo non è mai avvenuto». Poi gli stessi dipendenti difendono la Residenza Caterina e dicono di non potersi sentire «colpevoli, sapendo di avere la coscienza pulita e di aver sempre lavorato con professionalità, nel mezzo di una pandemia mondiale. È stato un periodo difficile anche per noi, gestire in un ambiente non ospedaliero un focolaio di covid non è una passeggiata ma davanti alle accuse di mancata assistenza e abbandono gridiamo ancora una volta no!». E sottolineano che «l'assistenza c'è sempre stata, sanitaria, socio-assistenziale e fisioterapica per le terapie più urgenti». —
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