Rendine sospeso dall’Asl Dopo la conciliazione ieri il rientro in ufficio
Era stato sospeso dalle sue funzioni e collocato a casa senza stipendio per sei mesi, fino alla fine di aprile 2021. Ieri, dopo aver trovato un accordo con l’Asl, suo datore di lavoro, l’ingegner Francesco Rendine è rientrato in ufficio. Un risultato conseguito dopo il ricorso presentato al giudice del lavoro dal suo avvocato, Andrea Ferrari. La durata della sanzione è stata ridotta dopo l’invito espresso dal giudice a cercare una conciliazione delle richieste proposte dalle controparti, suggerimento che ha trovato orecchie attente tra i protagonisti del contenzioso.
Rendine, ingegnere addetto alla sicurezza, presidente della Commissione gas tossici e membro della Commissione tecnica “Grandi rischi industriali”, era stato sospeso dall’Asl dopo una contestazione di doppio lavoro.
Secondo l’azienda territoriale (Rendine è dipendente del Dipartimento di Sanità pubblica) il professionista, così aveva dichiarato alla “Nuova” due mesi fa, aveva superato la soglia dei 5mila euro annui di ricavo consentiti per svolgere l’incarico esterno di consulente tecnico dell’infortunistica stradale. L’azienda sanitaria gli ha contestato di non averla adeguatamente informata sull’attività, svolta anche per conto di privati (veniva incaricato dai loro legali). Da qui la denuncia e gli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza che hanno portato alla sanzione e alla contestazione di oltre 100mila euro (Iva compresa) di ricavi indebiti.
Rendine ha negato il fatto che l’Asl non fosse adeguatamente informata (aveva dato una comunicazione specifica – ha detto – nel 2006, che però secondo l’azienda sanitaria doveva essere ripetuta ogni anno per avere l’ok). Il procedimento per danno erariale è al vaglio della Corte dei Conti. —
Gi.Ca.
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