Cgil e Uil: sa che non si può Scriveremo al governo
Per le due sigle è palese il contrasto con le indicazioni del ministero e della Regione «Solo un annuncio mediatico Decide Fabbri chi entra?»
La decisione del Comune sull’ammissione negli asili delle famiglie “essenziali” l’hanno appresa «alla fine dell’incontro di venerdì, alle 7 di sera», e contestano anzitutto il loro mancato coinvolgimento. Ma Cgil e Uil della Funzione pubblica usano toni molto duri soprattutto nel merito dell’iniziativa, accusando il sindaco Fabbri di voler «dividere ulteriormente il mondo del lavoro, di creare quella guerra tra pubblico e privato, dipendenti e autonomi, in lavoratori e lavoratrici che svolgono lavori di “serie A” contrapposti a lavoratori e lavoratrici di “serie B”». Un esempio? «Il figlio di un dipendente che lavora in ospedale nel settore pulizie e sterilizzazioni, non essendo un dipendente del settore sanitario o socio-sanitario, non avrebbe il diritto alla scuola in presenza. Ma senza quel lavoratore e di tutta la filiera il personale sanitario non potrebbe lavorare».
Natale Vitali e Luca Greco (Cgil Fp) e Leonardo Uba (Uil Flp) non mostrano dubbi nel considerare non praticabile la strada scelta dal Comune per tenere parzialmente aperti gli asili. «Quando affermano di accogliere i figli dei lavoratori “essenziali” vanno palesemente contro l’interpretazione del ministero, che parla solo di compagni di alunni disabili e a rotazione. Per questo - annuncia Greco - scriveremo ai ministri e al premier Draghi per segnalare questa violazione». E si cita anche la lettera del capo di Gabinetto detto del governatore Bonaccini, Andrea Orlando, sulla impossibilità di concedere deroghe da parte delle Regioni. «Evitiamo di prendere in giro le persone, questa è solo un’operazione mediatica: Fabbri sa che non può fare quanto annunciato - rincara la dose Vitali - ma conta, ora che non può più prendersela con il governo, di dare la colpa ai sindacati del fallimento».
A suonare particolarmente male, alle orecchie di Cgil e Uil, è il fatto che «sarà il sindaco a definire la lista di questi lavoratori impegnati nei servizi indifferibili: sulla base di cosa, ci chiediamo». Le due sigle “sfidano” quindi Fabbri a propugnare «l’apertura degli asili per tutti, piuttosto: così dimostrerebbe di voler davvero il bene di tutti i bambini». —
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