Fabbri: asili aperti per medici e polizia
Secondo il sindaco l’affiancamento dei bimbi disabili può essere fatto dai figli di genitori “essenziali”. Domani ricognizione
Il Comune di Ferrara vuole continuare ad accogliere gruppi di bambini negli asili anche in zona rossa, con modalità da definire a partire da mercoledì. Quali bambini? Disabili e bisogni speciali, come prevede esplicitamente la legge, ma anche i figli di «genitori che già a partire da lunedì, con le scuole chiuse, saranno inderogabilmente chiamati a garantire la nostra salute, la nostra sicurezza e i servizi essenziali: medici, infermieri, polizia, protezione civile e tanti altri. Per loro e, nel tempo, per tutte le famiglie che ne manifesteranno l’esigenza». Ad annunciarlo è stato ieri mattina il sindaco Alan Fabbri, sulla base di un atto di giunta appena adottato. Com’è possibile? Il sindaco richiama la recentissima circolare del ministero dell’Istruzione sull’affiancamento dei bambini disabili, e annuncia una raccolta di richieste di frequenza da parte delle famiglie. Sulla questione il sindacato si è spaccato, con la sola Cisl ad accogliere positivamente l’idea, la cui effettiva attuabilità è però tutta da verificare.
il quadro
La novità è quindi il passaggio della circolare del direttore del ministero, Antimo Ponticello, di chiarimento della sorte in zona rossa di alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità: «Le stesse istituzioni scolastiche non dovranno limitarsi a consentire la frequenza solo agli alunni e agli studenti in parola, ma al fine di rendere effettivo il principio d’inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe - secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in u n tempo definito - con i quali gli studenti Bes possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari». Quindi, alla lettera, solo gruppi di compagni di alunni disabili, e a rotazione completa, senza possibilità di scelta, pur con riferimento all’autonomia scolastica.
il progetto
Secondo il Comune questo basta a dire, nelle parole dell’assessore Dorota Kusiak, «che le sezioni possono essere aperte, con la presenza a rotazione di tutti i bimbi, e già da lunedì saremo pronti a raccogliere le richieste delle famiglie che avranno necessità, a partire da quelle che hanno entrambi i genitori impegnati in servizi da svolgere necessariamente in presenza». L’intenzione è di «creare piccoli gruppi di bambini per garantire, adottando tutte le misure organizzative ordinarie e straordinarie possibili, la presenza quotidiana a scuola degli alunni Bes, in particolar modo quelli con disabilità», affinché «la risposta sia adeguata alle esigenze del momento drammatico che tutti stiamo vivendo e alle necessità operative che questo fa emergere nei diversi settori». Mercoledì il “contatto” con le famiglie, in precedenza sono stati «coinvolti i principali attori, tra cui il mondo coop e i sindacati della scuola».
il sostegno
«Non è in discussione la scelta restrittiva di fronte alla crescita dei contagi e dei ricoveri negli ospedali, tuttavia l’assenza di misure di sostegno alle famiglie lascia un vuoto inaccettabile - dice Sonia Uccellatori (Fp Cisl) - La scelta del Comune deve essere vista come un’opportunità», con l’obiettivo anzitutto «di dare continuità all’effettiva inclusione scolastica dei bimbi disabili e Bes», ed è «assolutamente condivisibile». La Cisl raccomanda di coinvolgere le educatrici. —
Stefano Ciervo
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