Investimenti truffa per oltre 20 milioni Tra gli arrestati anche un comacchiese
Il 41enne era uno dei collaboratori del capo della organizzazione che usava falsi contratti di affitto e prodotti finanziari
Marcello Pulidori
C’è anche un comacchiese di 41 anni tra le persone arrestate dalla Guardia di finanza nell’ambito della “Operazione Yuppies” condotta ieri all’alba. In totale gli arrestati sono 8; sette in carcere e uno ai “domiciliari”. Una inchiesta molto ampia. Che alla fine ha portato alla luce una frode per oltre 20 milioni di euro, e più di 2mila vittime rimaste ingabbiate e che hanno perso gran parte dei loro risparmi. Le 8 persone, tra cui il comacchiese che aveva un ruolo di primo piano nella organizzazione, avevano messo in piedi una rete di frodi milionaria sfruttando 4 società, usando promozioni sui social e addirittura organizzando convegni. Gli indagati (tutti in carcere tranne uno ai domiciliari, come si diceva, oltre a un collaboratore denunciato a piede libero), secondo le indagini del Nucleo Speciale di Polizia Tributaria, applicavano il cosiddetto “schema Ponzi”, stipulando falsi contratti di compravendita o di affitto, lanciando prodotti finanziari con promesse di alti rendimenti ai clienti, i quali venivano ripagati con il denaro proveniente dagli investitori successivi. Il tutto tra il 2016 e il 2018, per cifre dai 5mila fino alla somma di oltre 600mila euro investita da un ignaro risparmiatore. Per tutti, le accuse sono per reati fiscali e associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, alla truffa, all’auto-riciclaggio e alla bancarotta fraudolenta. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Monza. Il gip di Monza ha anche disposto il sequestro di beni agli indagati per oltre 20 milioni di euro. Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, si trattava di una organizzazione piramidale e con forti accentuazioni gerarchiche. Al vertice ci stava un noto professionista di Monza, e appena sotto di lui il 41enne comacchiese che era di fatto il vice del capo.
L’organizzazione metteva in atto le frodi, come nel caso di un gruppo di persone alle quali, attraverso il perverso utilizzo di falsi contratti di investimento in allevamenti di animali o in società di noleggio auto, sono stati frodati circa 20 milioni di euro. Al secondo livello lavoravano i collaboratori più stretti del capo, i quali promuovevano i prodotti finanziari fasulli. Quindici i “capo area” regionali, solo alcuni indagati, che a loro volta avevano investito denaro nell’affare, fino a coinvolgere addirittura familiari e amici nel loro portafoglio clienti. Erano invece 370 i procacciatori che, anche loro dopo aver acquistato i prodotti cuore della frode, li vendevano a fronte di una provvigione. Della vicenda si era occupata anche la trasmissione televisiva “Striscia la Notizia che nel 2018 aveva raccontato di circa 700 dei truffati per mano della stessa organizzazione. –
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