Logonovo e porto canale con l’uscita insabbiata Interventi e polemiche
LIDO ESTENSI. Navigabilità ormai compromessa lungo la foce del canale Logonovo, soggetto a fenomeni di insabbiamento periodici, al pari dell’imboccatura del porto. Le due estremità del canale Logonovo unite da uno spesso strato di sabbia visibile, ad occhio nudo, in condizioni di bassa marea, sono all’origine della viva protesta degli allevatori di vongole e dei pescatori.
LA REGIONE
«Lo scorso anno la Regione aveva realizzato un intervento di escavo – afferma Cristian Pappi, presidente della cooperativa Tecnopesca –, ma siamo già al punto di partenza. Si è formata una montagna di sabbia ed occorre urgentemente uno scavo a nord della foce del Logonovo, preceduto da uno studio di fattibilità, per individuare il punto esatto in cui intervenire. Ci sono una quindicina di barche che gestiscono le concessioni dei mitili assegnate in quella zona: questi non riescono più a uscire».
La problematica, che si ripete a cadenza annuale, è nota anche all’ex sindaco, ora consigliere regionale, Marco Fabbri, che, nei giorni scorsi, durante una seduta dell’assemblea regionale, ha posto un question time, al quale ha dato riscontro il sottosegretario alla presidenza della giunta, Davide Baruffi.
«Mi è stato risposto – riferisce Fabbri –, che l’escavo del canale Logonovo dovrebbe partire a giorni. È previsto un intervento, per asportare 40mila metri cubi di sabbia, da utilizzare poi per il ripascimento dell’arenile nelle zone più soggette all’erosione del Lido di Spina».
Baruffi ha specificato che è in corso l’allestimento del cantiere, mentre il completamento dei lavori è previsto entro la fine di maggio. Una seconda opera di escavo della foce del Logonovo, sempre a cura dell’agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di protezione civile, finalizzata a prelevare altri 30mila metri cubi di sabbia, è in programma a fine anno.
IL COMUNE
Anche il Comune tiene monitorato il problema e, come spiega il sindaco Pierluigi Negri, «la Regione intende procedere con lavori di somma urgenza. Proprio per affrontare questo tema, assolutamente prioritario, mercoledì dovrò incontrare il dirigente regionale Claudio Miccoli».
Anche per l’escavo del portocanale di Porto Garibaldi urge un intervento di rimozione dei sedimenti sabbiosi, già preannunciato dalla Regione, ma c’è chi, come il pescatore Luca Menegatti, titolare del peschereccio Nonna Elisa, è pronto ad aprire una vertenza legale: «La situazione è peggiorata – incalza Menegatti –; noi che possediamo barche grandi che superano i 20 metri, ogni volta che usciamo in mare rischiamo la vita, perché la barca potrebbe restare in secca o rovesciarsi, incrociando correnti contrastanti, dove c’è accumulo di sabbia sul fondale. Martedì pomeriggio ho appuntamento con un avvocato, perché questa situazione non è più tollerabile. Le istituzioni devono garantire la navigabilità del portocanale e del canale Logonovo». —
K.R.
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