Quando il Milite Ignoto passò per Poggio: «La statua sarà pulita»
Nel 1921 il treno che trasportava la salma sostò in paese. Rizzioli: «Così valorizzeremo il monumento ai caduti»
Samuele Govoni
POGGIO RENATICO. Il monumento ai caduti di Poggio Renatico tornerà a splendere. La statua, situata nel parco di via Garibaldi, alle spalle di Castello Lambertini, verrà ripulita in occasione del centenario del passaggio in paese del Milite Ignoto. L’idea della giunta Garuti è quella di sistemare il monumento che oggi, pur mantenendo uno stato di conservazione abbastanza buono, porta su di sé i segni del tempo. «Vogliamo pulire la statua che, tra muschio e annerimento dovuto agli anni e alle intemperie, ha avuto sicuramente aspetti migliori. Non si tratterà – anticipa il geometra comunale Gianni Rizzioli – di un vero e proprio restauro, ma di un più semplice intervento di pulizia». I lavori, secondo i piani, verranno effettuati sul finire dell’estate. «L’obiettivo – spiega – è avere il monumento “tirato a lucido” in occasione delle celebrazioni dei cento anni del passaggio del treno che trasportò da Aquileia a Roma la salma del Milite Ignoto». Il convoglio passò a Poggio Renatico e sostò in paese in onore dei caduti del conflitto e delle medaglie d’oro al valor militare Severino e Duilio Merli.
IL MONUMENTO
L’opera, realizzata in marmo dallo scultore sanremese Enrico Pacciani, fu inaugurata nel settembre 1923 alla presenza del generale Italo Balbo e del cardinale arcivescovo di Bologna, mentre Benito Mussolini inviò un telegramma di lode. Lo stesso scultore spiegò così il monumento: «Come un’ondata ciclonica la mischia è passata, ma è vicinissima ancora e sempre presente, in tutte le sue terrificanti immagini, nello sguardo fisso e aguzzo del fratello vivo: Esso la sorveglia, la spia, perché vuole ad ogni costo salvare il morente che ha posto ormai al di sopra della propria vita stessa. Nella difesa del corpo quasi morto Egli sente la propria difesa. Nell’attimo tragico, lo spirito ha vinto la carne. Il Morto e il Vivo sono un’anima sola che si eleva dal sacrificio consumato e dal sacrificio offerto».
LA STORIA
La salma del Milite Ignoto fu scelta nella basilica di Aquileia, tra undici raccolte in undici significativi teatri di guerra, dalla madre di un sottotenente irredento disperso, Maria Bergamas, in rappresentanza di tutte le donne italiane, mamme e spose di soldati dispersi nella Grande Guerra. «In pochi conoscono questa storia e sono ancora meno quelli che sanno che il treno che trasportava la salma passò per Poggio Renatico. Quest’anno - dice Rizzioli - considerato anche il simbolico anniversario, sarebbe bello fare qualcosa per raccontare la vicenda anche ai più giovani». —
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