Zamboni, il sindaco-dottore vaccina gli anziani a domicilio
Il primo cittadino di Riva del Po è anche medico di base a Ro, così balza agli onori delle cronache
LA STORIA
«Orgogliosa di te Papà». Ecco, a lui sarebbe bastato anche questo, senza che arrivassero altri complimenti, testimonianze di stima e riconoscenza. Anche le immancabili critiche, per carità, non potevamo mancare, d’altro canto l’annuncio era social, su Facebook, postato dal Pd di Ferrara: «Lui è Andrea Zamboni, sindaco Pd di Riva del Po. Andrea è anche il medico di famiglia a Ro Ferrarese, un medico che ha deciso volontariamente di vaccinare i propri pazienti più anziani senza farli spostare per chilometri al centro vaccinale più vicino. Andrea li vaccina personalmente nel suo ambulatorio in paese, o direttamente a casa, per chi è impossibilitato a spostarsi. Non riceve per questo un compenso aggiuntivo, lo fa per spirito di servizio e perché sa che quello è il modo più semplice ed efficace per arrivare a tutti, nel più breve tempo possibile, e per non lasciare indietro le persone più fragili e sole. Andrea è un sindaco democratico, di professione medico con la vocazione di volontario: ma è soprattutto una persona che ha deciso di essere in prima linea nella lotta al virus. Grazie Andrea!».
E l’interessato che dice? Intanto, spazza via le critiche, ma senza rinunciare all’orgoglio di parte, e premette: «Ce ne sono tanti a farlo, ma non tutti i medici hanno una casacca politica, usata anche per mettere in mostra una buona azione».
Un po’ più indispettita la già citata figlia, la splendida Valentina, che più tardi ha articolato un po’ di più il suo pensiero: «Non mi interessano e mai mi interesseranno i commenti delle persone. Piacerai e non piacerai. C’est la Vie. Voglio che si sappia quanto tu sia una Grande Persona per ciò che sei, per ciò che fai e hai sempre fatto per il prossimo. Orgogliosa di te Sempre Papà. Ti Amo».
Ma torniamo al sindaco-medico e ai suoi anziani pazienti che si vedono recapitare a casa il servizio vaccinazione direttamente “dal dutor”: «In più hanno la soddisfazione di vedere il proprio medico. Ho appena finito di vaccinarne 11 in mattinata, alcuni sono 32 anni che mi vedono... Il vaccino lo accettano come messaggio di positività, ben augurante, che in più arriva attraverso il medico di famiglia, che li ha seguiti per tanti anni».
L’effetto Astrazeneca c’è: «Le telefonate sono tante... Era già successo nel 2017, quando era drammaticamente crollata la vaccinazione per l’influenza, perché girò sulla stampa la notizia che faceva equazione vaccino-morte, ricordo che al sabato ne aspettavo 120 e ne vennero 20 a vaccinarsi. No, non va bene: il vaccino è la soluzione più efficace che abbiamo a disposizione, gli studi ci sapranno dire se c’è una qualche correlazione fra trombosi e vaccino, ad oggi no ce n’è evidenza e io resto un fautore della vaccinazione: i vaccini sono scurissimi, poi come per ogni farmaco ci sono anafilassi su singole persone. E comunque la gente chiede il vaccino: sto predisponendo un altro giro di grandi anziani, anche una di 99 anni...». —
Sergio Armanino
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