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le lezioni della pandemia 

«È una patologia poliedrica Centrali le Medicine interne»

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Cosa hanno imparato di nuovo i medici dalla seconda ondata della pandemia (che qualcuno definisce già terza, vista l’impennata di contagi e ricoveri delle ultime settimane) rispetto alla prima?

«Certamente la situazione attuale è molto diversa dalla prima ondata – risponde Massimo Gallerani, direttore del dipartimento di Medicina del Sant’Anna – Da un lato la nostra capacità di risposta è sicuramente migliore, anche se la numerosità e la tipologia dei pazienti che stanno arrivando è superiore e con gravità maggiore: abbiamo imparato l’importanza di un coordinamento interaziendale con l’integrazione e attivazione di tutte le possibili soluzioni operative nell’intero ambito provinciale. Dall’altro, non posso che riconfermare l’importanza centrale dei reparti medici internistici per la gestione dei pazienti anche Covid positivi con gravità clinica tale da comportare il ricovero ma non con necessità intensivistiche. La capacità di risposta e di adattamento dell’intero Dipartimento Medico alle situazioni, anche organizzative oltre che cliniche, determinate dalla pandemia è stato ed è fondamentale nella gestione dell’emergenza». Il Covid-19, aggiunge l’anestesista Carlo Alberto Volta, direttore della Terapia intensiva Covid dell’ospedale di Cona, «è una patologia poliedrica che coinvolge in modo diverso i pazienti, anche se apparentemente sembrano tutti uguali. Le mille facce con cui questa patologia può presentarsi, verosimilmente anche per le varianti che si sono sviluppate nel corso dell’anno, hanno completato ed arricchito la nostra esperienza nel trattare questo particolare settore della degenza».

Gallerani sottolinea che il Sant’Anna insieme all’Asl sta organizzando «un percorso specifico di follow-up per i pazienti Covid 19». —

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