Massa Fiscaglia, non paga la prostituta ma le cede il cellulare e poi la accusa di furto
MASSA FISCAGLIA. «Una coppia di africani a cui ho dato un passaggio in auto da Massa Fiscaglia a Migliaro mi ha rubato il cellulare».
Questo il racconto, l’altra sera ai carabinieri dove era andato per denunciare tutto, di un uomo residente in provincia. Ma la verità era ben altra. Quel telefono lo aveva lasciato, a titolo di cauzione, a una prostituta di nazionalità nigeriana. Una donna con cui aveva consumato una prestazione sessuale, poco prima nelle campagne di Fiscaglia dove i due si erano appartati, e che lui stesso non aveva voluto pagare. Niente 40 euro pattuiti e, ulteriore beffa, la prostituta è stata accusata di furto di cellulare.
LE INDAGINI
Il racconto dell’uomo deve aver destato qualche dubbio tra i carabinieri della stazione di Massa Fiscaglia. Perplessità che sono state avvalorate da quanto emerso in seguito.
Infatti il comandante ha avviato immediati accertamenti, riuscendo a rintracciare la donna e anche ad appurare, tramite riscontri incrociati, che l’uomo ai militari aveva detto una serie di bugie. La più importante: il cellulare non gli era affatto stato rubato, piuttosto lo aveva ceduto volontariamente in cambio di sesso.
Di conseguenza è stato denunciato alla procura di Ferrara per i reati di calunnia e simulazione di reato. E pure per aver infranto le disposizioni anti Covid, in quanto sorpreso senza motivo al di fuori del comune di residenza. Fatto, quest’ultimo, contestato anche alla donna. —
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