Nidi e materne “estesi” Primo turno in presenza per 226 bambini
Sono 226 i bambini iscritti ai servizi educativi comunali zero-sei anni che da ieri sono tornati in presenza. Dopo l’approvazione della delibera di giunta che, dice l’amministrazione, «ha individuato la necessità di mantenere una relazione educativa e di realizzare l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali (Bes) in tutti i nidi e le scuole d’infanzia», sono arrivate in tutto 411 richieste da parte di famiglie ferraresi, con autocertificazione relativa alla situazione lavorativa e di conciliazione vita-lavoro.
Di questi, 226 appunto hanno cominciato ieri il primo turno di due settimane che si concluderà il 31 marzo. La precedenza, spiega il Comune, è stata data «alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di cura dei figli dei lavoratori coinvolti direttamente in questa fase. Oltre alle famiglie nelle quali i genitori sono impegnati obbligatoriamente al lavoro in presenza è stata posta attenzione a quei nuclei familiari con fragilità particolari (assenza di rete familiare, nuclei monogenitoriali, esigenze di salute non legate al Covid e altre fragilità). Per le famiglie rimaste escluse dal primo turno del servizio in presenza è già garantito il secondo turno che prenderà il via dopo le vacanze pasquali».
I 226 bimbi sono suddivisi in 44 sezioni, 13 all’asilo nido con 62 bimbi e 31 nelle scuole d’infanzia con 164 bimbi. Gli alunni con bisogni speciali sono 72, di cui 13 al nido e 59 nelle scuole d’infanzia. L’orario di servizio è dalle 7 alle 17.
Per rispettare i parametri di sicurezza, in questa fase di rotazione è stato deciso di mantenere la sezione-bolla come luogo di relazione e inclusione prevedendo un massimo di sei bimbi in ciascuna bolla (compresi quelli con disabilità o bisogni speciali) nei nidi, e otto nelle scuole d’infanzia, sempre compresi gli alunni con disabilità o Bes. Mantenendo immutata la presenza di bimbi disabili o con Bes, nelle prossime settimane sarà avviata la rotazione dei compagni di sezione-bolla, accogliendo le richieste di famiglie che, in questa prima fase, sono per ora rimaste escluse.
«Sono particolarmente felice di poter garantire questo servizio innanzitutto ai bimbi con bisogni educativi speciali, e anche a quei genitori chiamati al lavoro in presenza, nel momento in cui le scuole hanno chiuso», commenta il sindaco Alan Fabbri. «È stata una corsa contro il tempo ma ce l’abbiamo fatta», aggiunge l’assessore all’Istruzione Dorota Kusiak ringraziando la Cisl per il sostegno alla proposta. Proposta che ha invece suscitato perplessità nella Cisl e nella Uil, ma anche nelle opposizioni. In un’interpellanza il Gruppo consiliare del Pd sottolinea che la delibera di giunta rappresenta una forzatura della norma ministeriale da cui dice di derivare. Il Dpcm Draghi infatti prevede la presenza solo se si rende necessario l’uso di laboratori per assicurare l’inclusione di bimbi disabili o con Bes. La delibera comunale, contesta il Pd, amplia invece questa possibilità ad altre categorie, con una deroga estensiva, non consentita, delle limitazioni nazionali e criteri non ben definiti. Per questo i Dem chiedono chiarimenti sulla situazione dei servizi educativi in zona rossa e «con quali criteri il Comune si arroga il diritto di stabilire delle priorità». —
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