Ulteriore proroga nelle indagini «Novità sulla morte di Willy»
È emerso ieri durante il processo per calunnia nei confronti di don Bruscagini Soddisfatto degli sviluppi il legale della famiglia del ragazzo ucciso 33 anni fa
goro. Proroga delle indagini per l’omicidio di Willy Branchi con novità giudicate di estremo interesse per arrivare alla verità da parte del legale della famiglia Branchi. È quanto emerso ieri durante l’udienza preliminare del processo che vede coinvolto don Bruscagin, figura chiave nel caso Willy Branchi, il ragazzino di Goro assassinato nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1988.
in aula
Il prete è accusato di calunnia e false informazioni al pubblico ministero. Il don aveva in passato fatto affermazioni tali da far credere che tra i responsabili ci fossero Francesco e Alfredo Gianella, presenti ieri in aula, e il loro padre Ildo, deceduto da qualche anno. Ma poi ha deciso di restare in silenzio. I due si sono costituiti parte civile, così come anche la famiglia Branchi. L’udienza del 21 gennaio scorso si era chiusa con la richiesta di alcune precisazioni riguardo al capo di imputazione e la possibilità di acquisire alcuni documenti, ritenuti fondamentali per la difesa, dal fascicolo del procedimento principale.
Va ricordato infatti che quello che vede accusato don Bruscagin è una sorta di “processo nel processo” perché parallelamente si va avanti per cercare di dare un nome ai responsabili della morte di Willy, barbaramente ucciso ma non si sa ancora per mano di chi. Il sacerdote è difeso dagli avvocati Milena Catozzi e Marcello Rambaldi, mentre la famiglia Gianella dall’avvocato Dario Bolognesi e la famiglia Branchi dall’avvocato Simone Bianchi. Ieri pomeriggio le parti hanno chiesto un rinvio lungo in attesa di eventuali sviluppi nel procedimento principale, ma il giudice Vartan Giacomelli non ha ritenuto di vincolare l’udienza preliminare a un altro procedimento.
il processo
Giacomelli ha quindi concesso un rinvio breve e la prossima udienza è fissata per il 26 marzo. Il pubblico ministero Andrea Maggioni ha risposto dando alcune indicazioni sul procedimento madre, nei limiti di quello che poteva. Ha quindi spiegato, ed è questa la novità, che c’è una proroga di indagini ulteriore, che ci sono due indagati. La difesa ha chiesto ulteriori atti ma la polizia giudiziaria ha ritenuto opportuno non concedere alcuna autorizzazione. Insomma, il fascicolo sull’omicidio di Willy al momento deve restare secretato.
E per Il pm nel procedimento sul sacerdote le fonti di prova (ben 22) per la calunnia sono sufficienti, altrimenti non avrebbe fatto richiesta di rinvio a giudizio. Se la difesa riterrà che prove non siano sufficienti allora potrebbe decidere per l’abbreviato. Il giudice ha ribadito che l’udienza preliminare serve per decidere se fare il processo oppure no e ha lasciato comunque una settimana durante la quale la difesa potrà decidere se procedere con il rito abbreviato o discutere l’udienza preliminare.
Soddisfatto l’avvocato Bianchi: «Abbiamo appreso che ci sono novità importanti sulla morte di Willy. Aspettiamo di poter capire e andiamo avanti verso la verità». –
Annarita Bova
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