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Medico scrittore contro il terrore «Il virus non diventi ossessione»

D.B.
Medico scrittore contro il terrore «Il virus non diventi ossessione»

È in uscita il romanzo di Marescotti, chirurgo all’ospedale del Delta «Il messaggio è positivo: questa battaglia non è persa in partenza» 

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LA CURIOSITà

Lui si chiama Roberto Marescotti, copparese doc, vive a Gradizza. Di professione è medico chirurgo e lavora all’ospedale del Delta. Per passione è scrittore, con un grande amore per il territorio che traspare da tutte le pagine dei romanzi finora pubblicati, per i quali ha anche meritato il premio Penna d’Oro dal Lions Club copparese.

Durante questa pandemia Marescotti con delle dirette Facebook ha affrontato il tema Covid, «perché in questo anno ho studiato molto. Anche se le malattie infettive non sono la mia specializzazione, di fatto mi sono ritrovato anche io “arruolato” e ne ho approfittato per documentarmi meglio. E parlando con la gente ho visto come sia sbagliato parlare di semplice paura, per molti questa epidemia provoca vero e proprio terrore, dimenticando che nella nostra vita vi sono tantissimi pericoli. Non voglio fare paragoni, per carità, ma anche il fumo è pericoloso, eppure la gente non cambia stile di vita, per il Covid lo fa e si adatta. La paura va bene come prima forma di difesa, il terrore no».

Come detto, però, Marescotti è anche un appassionato scrittore e così prima di Pasqua uscirà in tutte le librerie cittadine il suo romanzo “Un mostro chiamato virus” (Faust edizioni, 100 pagine, costo 12 euro). Già dal titolo è facile capire il soggetto: «Da qualche parte dentro di me c’è uno scrittore e così ho pensato che questo periodo potesse essere la spinta per scrivere un romanzo, non un trattato scientifico, sarebbe stato pesante e vi sono già altri che ci pensano. La trama è ovviamente legata a questo particolare momento storico e il protagonista è a caccia di risposte in un periodo di grande smarrimento. Compie un viaggio nel tempo per cercare il maestro, colui che è ritenuto il più grande cacciatore di virus del nostro pianeta».

Come detto è un romanzo, l’obiettivo non è certo quello di dare risposte: «Immediate no, ma in fondo do un messaggio positivo, perché nessuna specie si è estinta per una malattia infettiva. Questa è una dura battaglia da combattere, certo, ma non è persa in partenza. È un virus endemico con cui faremo i conti per anni, ma non deve diventare un’ossessione». —

D.B.

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