Talmelli (Pd): «Per l’Asp serviva più esperienza» Ecco i criteri di nomina
Il Pd apre il fronte delle nomine della giunta Fabbri e mette nel mirino il fresco amministratore unico dell’Asp, l’avvocato Cristina Pellicioni. Dopo aver espresso il sollievo il vuoto colmato al vertice dell’azienda sociale («finalmente, in un momento così delicato»), il segretario comunale dem, Alessandro Talmelli, porta l’affondo: «È importante che a questo ruolo sia stata nominata una donna, anche se ci saremmo aspettati una personale con maggiore esperienza nel settore e non scelta nella solita ristretta cerchia di persone. Ci interessa giudicare la qualità dell’operato e delle scelte in un settore così importante per i cittadini ferrarese, non le amicizie o le parentele». Il riferimento è evidentemente a quanto aveva sottolineato poco prima sui social la “sardina” Diego Marescotti, e cioè che Pellicioni è moglie di Carlo Bergamasco, tra i più noti avvocati di Ferrara, di recente difensore del vicesindaco Nicola Lodi in alcuni procedimenti penali, e nominato dal Comune nel Consiglio d’amministrazione del Teatro comunale.
La giunta aveva giustificato la nomina da parte dell’assemblea dei tre Comuni soci perché Pellicioni è «in possesso di un’adeguata competenza ed esperienza, in materia di servizi alla persona, maturata per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti». È maturata, questa esperienza, nel corso della sua attività professionale «in processi penali, amministrativi e civili della più varia natura, tra i quali quelli concernenti vicende relative alla pubblica amministrazione, reati contro la persona, contro la libertà sessuale e individuale, sia nell’assistenza agli imputati che alle vittime, processi penali e civili in materia di minori e famiglia»; oltre che nelle attività svolte nel mondo del volontariato associazionistico, culturale e scolastico.
Nella delibera con la quale l’Asp il 26 febbraio aveva definito i criteri per la nomina dell’amministratore unico, peraltro, si citava come primo punto «specifiche conoscenze per studi compiuti o per esperienze professionali acquisite in materia di strumenti o processi di programmazione o controllo delle Aziende pubbliche con particolare riferimento agli enti locali»; poi la «conoscenza in materie economico-finanziarie con particolare riferimento alla contabilità pubblica»; e «conoscenza in materia di valutazione di politiche pubbliche con particolare riferimento al tema degli indicatori d’impatto». —
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