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Latte e latticini, prezzi giù Burro e formaggi “tirano”

Andrea Tebaldi
Latte e latticini, prezzi giù Burro e formaggi “tirano”

L’analisi di Lorenzo Scalabrin, presidente della “zootecnica” di Confagricoltura  La crisi si accanisce soprattutto sulle piccole aziende agricole meno strutturate

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«Un anno è trascorso da inizio pandemia e oggi siamo di nuovo in zona rossa; quasi un deja-vu anche per il comparto lattiero caseario (e le sue problematiche)».

A parlare è Lorenzo Scalabrin, presidente della sezione zootecnica di Confagricoltura Ferrara.

calano i prezzi

Il 2020 si è chiuso con una contrazione dei prezzi di latte e latticini, anche se di minore impatto rispetto ad altri settori.

«Oggi siamo più preparati – prosegue Scalabrin – a vivere nell’emergenza, ma anche più provati e non possiamo certo fermare le mungiture di latte. Speriamo che la campagna vaccinazioni proceda velocemente e che le prossime settimane passino senza ulteriori sconvolgimenti».

Le parole d’ordine sono «aggregazione, innovazione e valorizzazione dei nostri prodotti, questi sono i tre capisaldi per il futuro del comparto lattiero caseario. Con il primo lockdown il mercato del latte entrò in sofferenza – prosegue Scalabrin – a causa della chiusura di bar, gelaterie, ristoranti, alberghi e con la Pasqua blindata».

Questo andamento della spesa domestica, e in parte anche la riapertura della ristorazione, hanno man mano comportato un recupero degli ordinativi dell’industria nel terzo trimestre e lo smaltimento delle scorte accumulate con il lockdown. Da gennaio ad agosto, rispetto all’anno precedente, sono infatti aumentate le vendite del 8, 6% per tutti i prodotti tranne per il latte fresco (preferito quello a lunga conservazione). Aumentate anche le vendite di burro, yogurt e formaggi, freschi e duri. Il latte italiano ha un’alta qualità e sicurezza alimentare, grazie a rigide regole sanitarie e disciplinari di produzione che ne assicurano caratteristiche organolettiche e di salubrità uniche a livello mondiale.

i controlli

I controlli ufficiali del sistema sanitario nazionale confermano l’attenzione degli allevatori sull’uso responsabile delle sostanze attive e principalmente degli antibiotici per assicurare al consumatore un prodotto di alta qualità. Da anni infatti il nostro Paese si conferma tra i più virtuosi a livello europeo, ponendosi ben al di sotto della media europea con lo 0, 1% di non conformità.

la nota dolente

«La nota dolente invece – conclude il presidente del comparto zootecnico di Confagricoltura Ferrara – è che i prezzi all’origine dei prodotti lattiero-caseari sono diminuiti tra gennaio e settembre 2020 di circa il 9, 7% (Indice Ismea); a soffrirne in particolare il comparto del latte alla stalla (-8, 6%) proprio per la situazione contingente legata alla pandemia. E oggi l’evoluzione dell’emergenza sanitaria sta rendendo nuovamente critica la situazione, colpendo soprattutto le piccole aziende agricole, ovvero quelle meno strutturate». Insomma un quadro ancora preoccupante. Sperando nella fine della emergenza sanitaria. –

Andrea Tebaldi

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