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E Pomposa piange anche l’imprenditore Poletti Aprì il primo market dei Lidi

K.R.
E Pomposa piange anche l’imprenditore Poletti Aprì il primo market dei Lidi

Nei giorni scorsi è mancata un’altra figura storica e molto nota Dagli anni ’60 aveva contribuito al boom del litorale comacchiese 

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il ricordo

Nei primi anni Sessanta del secolo scorso il Lido di Pomposa si presentava ancora come un’enorme distesa di dune litoranee che sconfinavano fra i terreni sabbiosi di alcuni vigneti, ultimi residui dell’antico Bosco Eliceo, dove si producevano quei pregiati vini che ancora oggi ne portano il nome. Con una scelta controcorrente per i tempi e a rischio elevato per le scarse risorse familiari, Romano Poletti, nato a Lido Nazioni nel 1927, decise di abbandonare il lavoro nei campi, per aprire un negozio di alimentari, proprio al Lido di Pomposa, in viale Dolomiti, dove oggi sorge l’agenzia immobiliare Il Timone.

«Senza nessuna guida e senza consigli – ricorda il genero Claudio Vecchi, titolare proprio dell’agenzia il Timone –, mio suocero si rimboccò le maniche e, mentre tutti gli dicevano che buttava i soldi nella sabbia, con la moglie Giannina è stato il primo pioniere del Lido. Il loro matrimonio è durato 70 anni, fino a pochi giorni fa, quando si è spento all’ospedale di Argenta per complicanze cardiocircolatorie. Ma Romano si vantava anche di un altro traguardo, quello dei 72 anni di patente di guida».

Nel sangue di Poletti scorreva sangue romagnolo: il padre Luigi, nativo di Cervia, era un ferroviere della stazione di Porto Garibaldi, le cui rotaie furono smantellate nell’immediato dopoguerra a causa delle devastazioni subite dai bombardamenti del 1944. A cinque anni Romano Poletti perse entrambi i genitori, mamma Amelia e appunto il papà Luigi, e fu cresciuto dagli zii. A 23 anni sposa Giannina, conosciuta alle scuole elementari e con lei, nei primi anni ’60 aprirà quello che è stato il primo market dei Lidi. Negli anni la coppia investe in altre attività commerciali, fino a trasformare il primo market di viale Dolomiti, grazie ad un cambio di destinazione d’uso, in un piccolo albergo, la pensione Uliana. Nei primi anni ’80 Poletti compie un’altra rivoluzione, trasformando la pensione, in parte nella propria abitazione e adibendo quella che era la sala da pranzo in una sala giochi.

Poletti è stato un pioniere, un innovatore, un imprenditore che si è fatto dal nulla. «Papà era un uomo gioviale, allegro, garbato, misurato, sempre elegante in giacca e cravatta – raccontano i figli Aurelia e Luigi -, cordiale e disponibile con tutti; una persona modesta, un grande lavoratore. La sua ricchezza era la famiglia».

L’amore per il territorio ha rappresentato per Poletti una profonda ragione di vita. Negli ultimi anni trascorreva pomeriggi in allegria al Bar Centrale di San Giuseppe, dove «si vantava di essere il più vecchio – ricorda il genero Claudio –; giocava a carte e raccontava che pian piano se ne erano andati tutti i suoi amici coetanei. Era fiero della sua età: avrebbe compiuto 94 anni il 10 agosto e ha guidato la sua Punto fino ai giorni che hanno preceduto il ricovero».

Poletti ha fatto parte di una generazione di imprenditori nati dal sudore e dalla fatica del lavoro nei campi, ma che hanno vinto la scommessa con se stessi e con il territorio, dando il via al boom economico dei Lidi comacchiesi. —

K.R.

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