La paura dei consiglieri: con l’indeterminatezza non si assumono i giovani
il dibattito
Proseguirà la progettualità per il rafforzamento dell’area del Polo chimico, in termini di attrattività per le imprese e di creazione di posti di lavoro; e saranno particolarmente valorizzate le strategie di sviluppo industriale orientate a un’economia pulita e circolare delle materie plastiche; sarà anche sollecitata la partecipazione di Provincia e Regione alle spese per la valorizzazione della viabilità dell’area (prosecuzione di via Battistelli e decongestionamento di via Padova), «anche in virtù del necessario inserimento del Polo chimico nella Zls». È quanto stabilito dalla mozione congiunta sullo sviluppo della chimica che ieri ha ricevuto il sì, non unanime come auspicava il sindaco, del Consiglio comunale. Mozione, peraltro, autoemendata alla luce della decisione di Eni di chiudere il cracking di Porto Marghera nel 2022: «Una preoccupazione – diceva Caterina Ferri (Pd) – che impone un impegno per far arrivare una indicazione chiara a Roma, perché il rischio è che di fronte a un quadro di indeterminatezza si produca un impoverimento: nei prossimi mesi sono previsti molti pensionamenti e il rischio è che non vengano sostituiti da giovani». Ricordata ieri anche la vertenza Celanese, che «sta volgendo a una conclusione positiva grazie all’interessamento di Benvic – aggiungeva Ferri – una notizia che dà atto che quando si agisce unitariamente per difendere il lavoro di qualità si arriva a un risultato positivo».
Ma un voto contrario c’è stato, quello di Tommaso Mantovani (M5s) che invocava invece progetti più precisi, transizione ecologica e, contro ogni possibile dubbio, scriveva in chat, «sono contrario all’inserimento nella Zls». Aggiungeva poi, «ben venga la preoccupazione ma gli auspici rimangono generici, non c’è una vera e propria presa di posizione e voglia di indirizzare progetti di conversione. Temo il contesto – sottolineava il pentastellato – se alla fine lo scopo è quello di inserire il petrolchimico in una zona logistica semplificata semplicemente per avere un po’ di sgravi fiscali siamo ancora agli anni Cinquanta: il petrolchimico è già all’avanguardia, è su una tratta ferroviaria importantissima e quando già nel 2014 ci fu la crisi del cracking Ferrara riuscì comunque ad approvigionarsi grazie alle navi gasiere che arrivavano attraverso il Po e il Boicelli, abbiamo già una idrovia che sarebbe solo da potenziare, altrimenti rimane una cura esteriore e un consumo di suolo».
«Tutti ci auguriamo la transizione ecologica – sottolineava Paola Peruffo (FI) – ma non giustifica l’azzeramento di un’eccellenza per Ferrara». —
Gio.Corr.
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