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OSTELLATO 

Travolto dalla rotoballa Il racconto del figlio «Una tragica fatalità»

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OSTELLATO. «Mio padre era una persona conosciuta in paese e un grande lavoratore. Purtroppo da quel tragico incidente non si è più ripreso». A parlare è Loris Frizzarin, figlio di Gio Batta, chiamato da tutti Battista, l’80enne residente in Strada Marcavallo a Ostellato morto all’inizio della scorsa settimana all’ospedale Santissima Annunziata di Cento, a quasi cinque mesi dall’incidente che gli è costato la vita. E a questo proposito, va precisato che la prima ricostruzione dei fatti era priva di fondamento, perché l’80enne - ancora in ottima forma, sia mentale che fisica - è stato travolto da una rotoballa caduta da una catasta rotta e non durante un suo spostamento in magazzino.

Battista Frizzarin era originario di Cona, in provincia di Venezia, da 45 anni residente a Ostellato con la famiglia (la moglie e i figli Loris e Graziella, quest’ultima ora vive a Ravenna). Lì in Strada Marcavallo aveva l’azienda agricola, portata avanti proprio da Loris: «Quella maledetta domenica (il 18 ottobre; ndr) ero alla fine del lavoro - ricorda il figlio -, mi mancava l’ultima rotoballa da spostare quando mio padre si è svegliato dal riposino ed è venuto a vedere cosa stava facendo. È stato proprio lui a dirmi che vedeva alcune rotoballe già sulla catasta a rischio caduta, gli ho detto di spostarsi e intanto mi sono avviato verso il trattore. A un certo punto l’ho sentito gridare “Aiuto Lori”, come mi chiamava lui, istintivamente ho guardato nelle due strade che confinano con la nostra terra perché qualche tempo prima una donna era finita con l’auto nel canale. Poi mi sono girato verso mio padre e non l’ho più visto, era stato sepolto dalla rotoballa in cima alla catasta rotta; l’ho liberato ma le ferite erano troppo gravi. Gli siamo sempre stati vicini, ma non è più tornato nella sua casa...».

L’80enne portato al Maggiore in elisoccorso, è stato poi trasferito prima al Delta di Lagosanto poi a Cento, ma i traumi riportati erano troppo gravi. Sabato l’ultimo saluto in forma privata e i tanti messaggi di cordoglio alla famiglia: «Papà era rispettato da tutti». —

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