Abbandonò fucili alla sede Cgil Scattò l’allarme antiterrorismo
Nel 2015 ripicca di stefano verso il padre
In Europa, in Italia e anche a Ferrara c’era l’allarme antiterrorismo. In realtà, fu lui Stefano Franzolin, epoca anno 2015, a portarlo in città, ficcandosi dentro un guaio, uno dei tanti, per procurato allarme, per aver abbandonato fucili e munizioni del padre, dentro sacchi della spazzatura, davanti alla sede della Cgil in piazza Verdi, a poche centinaia di metri dalla casa di via Ghiara, oggi al centro delle tragedia di sua madre. Quella mattina del 15 gennaio 2015, arrivano persino gli artificieri e tutta piazza Verdi venne isolata per allarme terrorismo: si temeva che in quei sacchi neri della spazzatura buttati a terra e davanti alle vetrine della sede della Cgil fossero contenuti ordigni o chissà cos’altro, per un possibile e ipotizzato attentato al sindacato. Niente di tutto questo: l’azione portava la firma di Stefano Franzolin, perché gli artificieri scoprirono dopo aver aperto quei sacchi, diverse armi tra cui fucili da caccia che erano intestati ad Adriano Franzolin, il padre. Ma come finirono lì? Semplice, per una ripicca. La casa di via Ghiara, dopo la separazione, venne assegnata alla ex moglie, Alberta Paola Sturaro e ai figli: Stefano, Alessandro e Sonia. E in quella casa c’erano ancora i fucili del padre. Che Stefano, visti i dissidi con il padre (prima e dopo la separazione) pensò bene di abbandonare assieme alle cartucce davanti alle vetrine della sede Cgil. I carabinieri, allora, arrivarono subito a lui, individuando nei contrasti nel nucleo familiare, contro quel padre (Adriano Franzolin legittimo proprietario delle armi, custodite nella casa di via Ghiara) che aveva lasciato la famiglia. Quel gesto assolutamente fuori controllo, come tuta la sua vita, costò a Stefano la denuncia per procurato allarme e detenzione illecita di armi (doveva denunciarle, avendole in casa) e anche allora coinvolse la madre che venne denunciata anche lei. –
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