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istigazione alla corruzione 

Caso Solaroli-Ferraresi L’inchiesta è chiusa Archiviazione o processo

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Una inchiesta si apre, un’altra si chiude. La lettera-mail di Lodi alla Cidas finisce in un nuovo fascicolo aperto dal pm Ciro Savino e l’indagine ieri mattina ha mosso i primi passi. Mentre lo stesso pm ha chiuso il vecchio fascicolo dell’indagine sul caso di intimidazioni (presunte), per l’offerta di un posto di lavoro alla consigliera Anna Ferraresi in cambio delle sue dimissioni dal consiglio comunale, per cui il vicesindaco Nicola Lodi e il consigliere Stefano Solaroli sono indagati di istigazione alla corruzione. Bene, l’indagine potrebbe non aver offerto spunti di natura penale sulla responsabilità degli indagati, ma occorrerà attendere la decisione del pm Savino in merito. Che dovrà valutare, dopo aver raccolto riscontri, ascoltato i diretti protagonisti (Solaroli e la Ferraresi) se archiviare o chiedere il processo per i comportamenti di Solaroli e di Lodi, che era a conoscenza di tutto. Nel gennaio del 2020, scoppiò il caso, denunciato anche allora dalla Ferraresi (ex congliere Lega, dopo questi fatti Gruppo Misto) che mise a disposizione un audio registrato da lei stessa, in cui Solaroli le proponeva un lavoro a 1.400 euro come hostess turistica nel trenino: impiego incompatibile con il ruolo di consigliera, per cui si sarebbe dovuta dimettere. Solaroli nel colloquio con la Ferrarese disse che anche il vicesindaco Lodi era a conoscenza: «Nicola è d’accordo». Ma Solaroli aveva anche riferito, poi, in procura, che non vi fu nessuna pressione per indurre la Ferraresi a lasciare il consiglio, visto che lei stessa avrebbe chiesto prima che le si trovasse un impiego. E infine le stesse ipotizzate intimidazioni, in questo caso, sarebbero molto sfumate. —

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