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Versalis: forniture assicurate a Ferrara Ma la Regione vuole andare al ministero

S.C.
Versalis: forniture assicurate a Ferrara Ma la Regione vuole andare al ministero

La chiusura del cracking mette a rischio le attività collegate L’Emilia adesso vuole allearsi con Lombardia e Veneto

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Versalis ha dato ufficialmente alla Regione «assicurazioni sul proseguimento delle attività a Ferrara e a Ravenna e sul mantenimento degli organici impiegati» nei due petrolchimici, dopo i timori per l’annuncio Eni sulla chiusura dell’impianto cracking di Porto Marghera, che rifornisce di materie prime. Lo ha detto al termine del tavolo della chimica l’assessore regionale Vincenzo Colla, che però ha chiesto alla società di «formalizzare questi impegni, per dare certezze di fronte alle preoccupazioni che permangono da parte delle organizzazioni sindacali e per dissipare ogni ombra rispetto alle forniture al petrolchimico di Ferrara»; per questo motivo l’assessore contatterà «a breve le altre Regioni del quadrilatero padano, cioè Veneto e Lombardia (c’è anche Mantova, ndr), al fine di verificare la condivisione per una convocazione al Ministero dello sviluppo di un tavolo nazionale della chimica, che consegni al Paese certezze rispetto agli investimenti e all’occupazione nel settore».

I sindacati considerano «non sufficienti» le rassicurazioni sulla continuità delle forniture, e considerano vincolante il piano presentato da Versalis nel giugno 2019, che prevedeva non la chiusura ma la riduzione del 25% della capacità produttiva del cracking.

il vertice

Si era partiti, ieri mattina sempre online, con il piede sbagliato, visto che la Regione si aspettava la presenza al tavolo direttamente dell’ad Eni, Claudio Descalzi, che però ha dato forfait; al suo posto una delegazione Versalis guidata dal direttore del personale, Davide Calabro. Da loro sono giunte rassicurazioni sull’assenza d’impatto industriale e occupazionale sui territori, considerati siti «centrali» per il gruppo, e garanzie sulle forniture: riproposto cioè lo schema di approvvigionamento di etilene e propilene via nave fino a Marghera, e poi con pipeline a Ferrara.

I sindacati hanno ribadito che lo stop alla produzione dei monomeri «farebbe venire meno l’economicità della fornitura e di riflesso l’efficienza degli impianti ferraresi che producono polietilene e polipropilene, per la realizzazione di vari prodotti anche nel settore medicale. A rischio diretto quindi ci sarebbero 230 dipendenti di Versalis e 180 di Basell, con una ricaduta anche sul centro ricerche Giulio Natta; inoltre anche l’azienda Celanese rischierebbe di fermare gli impianti per mancanza di materie prime. Più sfumate le conseguenze per Ravenna.

Colla, dal canto suo, ha sottolineato che «il petrolchimico di Ferrara e l’hub di Ravenna rappresentano due aree strategiche non solo per l’Emilia Romagna ma per tutto il Paese. Sono leader in Europa per competenze, sapere, ricerca, tecnologia e innovazione, fondamentali per gestire una transizione consapevole e giusta verso la sostenibilità, come riportato anche nel Patto per il lavoro e il clima». Senza chimica ed energia non si fanno nemmeno politiche innovative per il clima, ha annotato l’assessore, che ha anche fatto riferimento alle dichiarazioni del ministro Cingolani rispetto all’applicazione del Piano per la transizione energetica: nei petrolchimici si parla molto di idrogeno, tra l’altro.

i sindacati

Dopo aver ricordato che nel sito multisocietario di Ferrara le decisioni Eni coinvolgono anche multinazionali come LyondellBasell, le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil chimici hanno ribadito al termine dell’incontro le «preoccupazioni sulla tenuta occupazionale e competitiva di Versalis»; ritengono «non più rinviabile un tavolo istituzionale nazionale che si preoccupi del futuro della chimica italiana e del ruolo che essa dovrà avere per accompagnare il processo industriale verso un’economia green».

Vista la «complessità dei temi e l’ampiezza degli interessi in campo», i sindacati non ritengono sufficienti le rassicurazioni di Eni e Versalis, «servono impegni precisi rispetto agli investimenti e rispetto alla tenuta occupazionale. L’assessore Colla - è la loro annotazione conclusiva - ribadendo la necessità di partire con la discussione dal piano industriale presentato da Versalis a giugno 2019 per il quadriennio 2019-22, ha esplicitato la volontà di coinvolgere anche le altre Regioni, in una richiesta di confronto con Eni presso il Mise. Proposta accolta favorevolmente». —

S.C.

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