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l’interrogazione  

Carli Ballola: «L’Ente Parco cambi gestione, così non va»

La consigliera comunale  è critica sugli attuali vertici «Si dimostrano inadeguati a tutelare e valorizzare  un territorio unico e fragile»

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COMACCHIO. L’Ente Parco del Delta del Po è in grado di tutelare efficacemente il paesaggio e la biodiversità? E cosa intende fare il Comune di Comacchio per garantire massima tutela e valorizzare un territorio unico e fragile? È quel che chiede in un’interrogazione la consigliera comunale Sandra Carli Ballola (La città futura-M5s). Un documento molto critico sull’operato dell’Ente Parco.

LE CRITICHE

L’esponente della minoranza cita un recente rapporto della Regione Emilia-Romagna per sottolineare che «su 21 unità di dotazione organica, al 31 dicembre 2019, non risulta nessun addetto alla vigilanza» e che «le spese relative alla valorizzazione dei beni, turismo e sviluppo sostenibile “si attestano su percentuali molto basse pari al 2%” (rispetto al 14 e 20% degli Enti parchi dell’Emilia centrale e orientale)».

Ma quel che è più importante, sostiene Carli Ballola, è che «diversi aspetti della gestione del Parco ne hanno mostrato i limiti nell’adempiere a quella che dovrebbe essere la finalità-obbiettivo più importante, la mission di un’area protetta: la conservazione della natura, nel senso di habitat, biodiversità e paesaggio». A questo proposito l’ex candidata sindaco mette in evidenza «diversi episodi di malagestione» in tempi recenti: la strage di volatili in Valle Canna (ottobre 2019); la comparsa di acqua rosa in valle nei pressi di Boscoforte, col sospetto di uno scarico pirata dovuto alla mancanza di vigilanza (novembre 2019); l’abbandono della Fiera del Bird Watching delle associazioni ambientaliste e scientifiche (febbraio 2020); il nulla osta all’insediamento di una grande fabbrica di atomizzato di ceramica in via Marina (2018) e l’approvazione del progetto di rinaturalizzazione dell’ex zuccherificio con terreni decontaminati da idrocarburi.

LE RICHIESTE

Ecco, quindi, che Carli Ballola chiede di sapere se sia in corso di revisione la convenzione stipulata nel 2003 con il Comune e se quest’ultimo intenda sollevare il tema del cambiamento della dirigenza dell’Ente Parco, il cui contratto a tempo determinato scade a maggio. —

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