Cento in lutto per il leader del dialogo
Morto a 43 anni pilastro del centro islamico della convivenza. Otto nuove vittime. Lo storico dei positivi oltre quota 20mila
Il Covid non dà tregua: anche ieri sono state registrate otto vittime, tra cui un uomo di 43 anni. Il totale dei ricoveri all’ospedale di Cona è di 20 persone, di cui due in terapia intensiva mentre sono 159 i tamponi risultati positivi nella giornata di ieri; si espande la capacità Covid del Sant’Anna ma la pressione non scende.
il più giovane
Il decesso più giovane dell’ultimo bollettino è quello di Samir Mouammine, 43enne di nazionalità marocchina (era originario di Khourigba), residente da anni a Cento. Muratore prima e proprietario di una macelleria poi in zona via Ferrarese, Mouammine era un pilastro del Centro culturale per la convivenza di Cento, tra i fautori della costruzione di una sede e tuttora vicepresidente. Il 43enne aveva patologie pregresse, ma il decesso è causato principalmente dal Covid, con ricovero al Sant’Anna di Cona lo scorso 22 marzo e il decesso avvenuto martedì.
«A Dio apparteniamo e a lui faremo ritorno. Un nostro caro fratello, Mouammine Samir, ha fatto ritorno al suo Signore. Era no dei responsabili del Centro culturale per la convivenza, con la sua scomparsa la comunità ha perso uno dei suoi servitori, il suo sorriso rimarrà per noi un ricordo indimenticabile della sua nobiltà d’animo. È tornato a lui in un mese benedetto, e che sia per lui una causa di perdono e misericordia. Che Allah lo accolga nei più alti ranghi del Paradiso. Le più sincere condoglianze e un forte abbraccio alla famiglia». Questo il messaggio apparso sulla pagina Facebook del centro culturale.
«Non era solo il nostro vicepresidente, era mio fratello e un mio amico. Era davvero tutto per me, tutta la comunità musulmana di Cento è triste per questa perdita» aggiunge Faisel Adderrahim, presidente dell’associazione. Il 43enne lascia la moglie Simona e un figlio di 12 anni. I funerali devono ancora essere fissati.
numeri tragici
Sono appunto otto in tutto i decessi comunicati ieri. A Cento ci sono stati altri due lutti: un uomo di 89 anni, deceduto il 25 marzo, e una donna di 93 anni, la cui morte risale a due giorni fa. Aveva 82 anni l’uomo di Codigoro deceduto all’ospedale di Rimini, 86 la donna di Ferrara deceduta il 30 marzo dopo 14 giorni di ricovero; il 75enne di Lagosanto morto al Delta, Mario Ercolano, è stato inserito tra i decessi Covid anche se il tampone al momento del decesso era negativo. Una donna di 72 anni di Riva del Po è morta due giorni fa dopo una settimana di ricovero a Cona. Colpisce anche la storia della donna di Fiscaglia, classe ’49, deceduta al Delta il 30 marzo: due mesi fa era anche il marito era stato portato via dal Covid.
positivi e ricoveri
I 159 positivi di giornata sono il terzo dato più alto in regione, ma sono “compensati” dai 160 guariti, e quindi il monte infetti scende. Resta sempre Cento il focus con 35 casi, dopo il capoluogo che ne ha aggiunti 45; il tasso di positività dei tamponi è del 18,5%. Con i numeri di ieri si è tra l’altro sfondata una soglia psicologica significativa, quella dei 20mila contagi complessivi dall’inizio della pandemia in provincia di Ferrara. In pratica, più di un ferrarese su venti ha fatto esperienza diretta di coronavirus.
Altre 450 persone sono entrate in isolamento domiciliare nelle ultime 24 ore, 12 quelle entrate in sorveglianza telefonica, mentre in 299 sono usciti dalle quarantene. Sempre più pesante il fronte ospedaliero: i nuovi ricoverati sono 20, di cui due nei reparti di Terapia intensiva (restano comunque 37 i letti complessivamente occuupati), e non è bastato per allentare la pressione l’aumento di sette letti della Geriatria Covid di Cona; anche i reparti dedicati di Cento e Lagosanto si stanno saturando. Ieri sono stati solo sette i pazienti Covid dimessi o guariti dall’ospedale di Cona e anche questo ha contribuito a non far respirare gli ospedali. —
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