Dalla banca al giornalaio La lenta agonia di un paese
Uno stillicidio di chiusure: persi il bancomat, la gelateria, la ferramenta e il negozio di animali. Ora i “primini” spostati a 5 km di distanza
Un preoccupante segnale di allarme giunge da Gaibanella, a seguito della ormai certa cancellazione della prima classe della scuola elementare a partire dal prossimo settembre.
Il passaparola non è limitato solo tra i genitori dei giovani scolari, ma si aggiunge al malessere che incombe tra gli abitanti che da alcuni anni colpisce la frazione che sorge a pochi chilometri dalle porte di Ferrara, sulla via Ravenna a seguito della chiusura di alcune attività e servizi che hanno reso più complicata la vita nel paese.
Lo scorso 31 gennaio le famiglie interessate hanno ricevuto la conferma via mail della avvenuta iscrizione dei loro bambini al primo anno di elementari nella scuola della frazione, mentre da alcuni giorni è stata inviata loro una comunicazione contraria.
Il plesso scolastico sorge sulla strada principale ed è raggiungibile in maniera sicura da parte di tutti gli abitanti; nei pressi è infatti installato un velobox e l’attraversamento pedonale è adeguatamente protetto da una ringhiera di protezione ad alta visibilità.
Nei giorni di rientro pomeridiano gli scolari pranzano nella scuola materna, distante poche centinaia di metri e raggiungibile attraverso un percorso sicuro e condiviso con la polizia locale, venendo in questo modo educati alle più elementari norme di educazione stradale. Aspetti questi non trascurabili per la comodità delle famiglie, alcune delle quali hanno dei figli con qualche anno in più che già frequentano la scuola di Gaibanella.
Dalle prime informazioni pare che gli alunni interessati debbano iniziare il loro percorso scolastico nella scuola di San Bartolomeo in Bosco, distante circa cinque chilometri, ma ciò che preoccupa è il fatto che questo sia un primo segnale di progressiva chiusura della storica scuola. Aspetti che creano disagi non solo legati al semplice spostamento, ma anche alla contemporaneità negli orari di entrata e uscita nelle famiglie in cui vi è più di un bambino e dove non sempre i nonni risultano avere l’auto.
Una ulteriore dismissione di servizi e attività che sistematicamente si susseguono nella frazione. Negli ultimi anni infatti oltre alla chiusura della banca (e anche del mantenimento dello sportello bancomat) sono venuti a mancare anche altre importanti attività, quali il giornalaio, il negozio per animali, la ferramenta e la gelateria. Chiusure che mettono malumore tra gli abitanti, molto affezionati alla salubre aria della campagna, e che sono costretti a spostarsi per comprare un giornale o regalare un semplice cono di gelato ai loro bambini. —
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