Lavorava in nero col reddito di cittadinanza La Guardia di Finanza multa quattro imprese
Irregolari scoperti in una carrozzeria a Ferrara, panificio di Riva del Po, negozio e azienda tessile nel Portuense e Argenta
Il blitz
Sette lavoratori in nero in quattro imprese ferraresi con maxi multe fino a 40mila euro per i rispettivi titolari. E tra i tanti guai emersi dai blitz della Guardia di Finanza, uno dei lavoratori scoperti percepiva il reddito di cittadinanza: verrà denunciato penalmente e dovrà restituire il bonus che aveva ricevuto.
Pochi furbetti
Sono questi i risultati dei controlli della Guardia di Finanza di Ferrara, in città e in tutta la provincia. Controlli che sono stati potenziati da tempo, proprio in questo periodo di emergenza e soprattutto di crisi economica per piccoli imprenditori, tra questi i “furbetti” di turno tra tanti che rispettano le regole.
Primo controllo e prima stangata in una carrozzeria di Ferrara: qui i due lavoratori in nero presenti al momento del blitz della Guardia di finanza sono scappati per nascondersi davanti al controllo delle Fiamme gialle. Nel pastificio a Riva del Po, altri due lavoratori, ferraresi, scoperti e privi di regolare contratto: in nero anche loro. Tanto che uno dei due - la verifica delle Fiamme gialle - percepiva il reddito di cittadina e quindi ne pagherà le conseguenze lui e il suo titolare.
E ancora, nella zona di Portomaggiore, i finanzieri della tenenza di Comacchio hanno scoperto due lavoratori, di origine pakistana, che lavoravano in nero come commessi in un negozio etnico di generi di alimentari.
Adesso maxisanzioni
Mentre nell’Argentano, sempre le Fiamme gialle comacchiesi, in un laboratorio di confezioni per abbigliamento gestito ad imprenditori cinesi, è stato scoperto un lavoratore (sempre di etnia cinese) in nero. I risultati dei controlli della Guardia di Finanza di Ferrara contro il lavoro nero mettono in luce in questo periodo di precarietà le tantissime difficoltà dei piccoli imprenditori. E per questi quattro “furbetti” arriveranno “maxisanzioni”: pena pecuniaria da un minimo di 1.800 euro a un massimo di 10.800 euro per ciascun lavoratore in nero sotto i 30 giorni e oltre i 60 giorni da 7.200 euro a 43.200 euro.
Ma i guai, sottolineano le Fiamme gialle, si sono amplificati per il lavoratore in nero col reddito di cittadinanza: per lui denuncia per aver dichiarato il falso all’atto della presentazione della domanda, ma anche segnalazione all’Inps per la revoca immediata del beneficio e il recupero di quanto illecitamente percepito; al suo datore di lavoro del pastificio di Riva del Po la “maxisanzione” è stata aumentata del 20%, per aver impiegato persona che aveva un sussidio pubblico.
Norme severe
Perchè la norma - ricordano dalla Finanza - non vieta l’assunzione di lavoratori svantaggiati, purché venga comunicato all’Inps che poi deve ricalcolare il sussidio che spetta al nucleo familiare sulla base del nuovo Isee, presentato dal richiedente.
«L’attività della Guardia di Finanza - spiega una nota del Comando Ferrara - soprattutto in questo periodo d’emergenza, è finalizzata ad assicurare il presidio di legalità per contrastare i fenomeni evasivi più gravi e insidiosi, di sfruttamento della manodopera irregolare o “in nero”, e di percezione dei contributi pubblici: tutto ciò non può che creare danno del tessuto imprenditoriale che opera secondo le norme fiscali e contributive, sia delle fasce di cittadini più deboli». —
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