Chiusure, il grido dell’Ascom «Fateci aprire i nostri negozi»
Il presidente Giulio Felloni chiede alle istituzioni un cambio di passo Oggi gli operatori della moda incontrano il governatore Bonaccini
L’appello
«È urgentissimo che le istituzioni definiscano il piano delle riaperture in piena sicurezza: un appello, in considerazione anche dell’ultimo decreto, che non è più possibile ignorare – interviene Giulio Felloni, presidente provinciale di Ascom Confcommercio e di Federazione Moda di Ferrara – i negozi di vicinato sono un presidio autentico di coesione sociale: come associazione – dice ancora Felloni – siamo fortemente preoccupati non solo per la tenuta economica delle imprese ma anche di quella psicologica degli imprenditori che da troppo tempo hanno dovuto tirare giù la serranda e hanno subito limitazioni all’esercizio delle loro attività: il settore alberghiero e turistico, la ristorazione, l’intrattenimento (cinema, palestre, teatri), le gioiellerie, il settore della moda».
Tutto il terziario continua a essere pesantemente colpito. Il Paese è immobilizzato: per cercare di sbloccare questa situazione, insostenibile, una delegazione regionale di Federazione Moda Italia e di Terziario Donna verrà ricevuta oggi a Bologna dal governatore Stefano Bonaccini al quale verrà consegnato un documento che descrive lo stato di estrema gravità in cui si trova il tessile abbigliamento e più in generale, ovviamente, tutto il mondo del commercio. «Ormai da troppo tempo – prosegue il presidente Felloni – non esiste una chiara programmazione nelle riaperture e si procede con una logica inadeguata dopo oltre un anno di limitazioni, dove alcune categorie di negozi vengono chiusi e penalizzati in modo assurdo e senza logica. È un lockdown che si realizza di fatto solo su poche categorie: abbigliamento, calzature e gioiellerie, che non rappresentano la causa del contagio. Gli imprenditori sono persone abituate alla concretezza, si rimboccano le maniche. Non sono rassegnati, al contrario sono sempre più esasperati da questa precarietà e chiedono di riaprire le proprie attività. Abbiamo proposte nel caso in cui si rimanga in zona rossa – conclude Felloni – per il tessile abbigliamento ma lo stesso vale per le calzature e le gioiellerie: perché non permetterci di lavorare con il sistema delle vendite su appuntamento, in cui il cliente viene con una specifica prenotazione in un preciso orario». —
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