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Cmv Servizi guarda alla sostenibilità «I soci ci credano»

Cmv Servizi guarda alla sostenibilità «I soci ci credano»

L’amministratore sollecita più conferimenti dai Comuni L’ opposizione: fallito il piano della giunta, azienda “spogliata”

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CENTO. Lo stato di Cmv Servizi al centro della seduta del consiglio comunale di mercoledì, richiesta dai consiglieri Piero Lodi, Marco Mattarelli, Diego Contri, Marco Pettazzoni e Gunner Maccaferri.

Scattando una foto di quella che era Cmv Servizi prima delle operazioni societarie, una multiutility con 120 dipendenti, l’amministratore unico Riccardo Maccaferri ha tracciato bilancio e prospettive di una società che oggi ha 16 dipendenti: «Quando sono stato nominato, nel dicembre 2017, c’era una situazione debitoria di 2,5 milioni nei confronti dei fornitori; 1,2 milioni verso le banche escluso il mutuo della sede; e 7 milioni verso la controllata Atr. Poi l’operazione Hera ha permesso di azzerare l’esposizione. Quando sono stato nominato, le banche mi chiamavano per sapere quando e come saremmo rientrati, oggi per lavorare in prospettiva. Sono fatti, non opinioni».

LE CONVENZIONI

Sul tema delle convenzioni col Comune di Cento, scadute nel 2015 e prorogate con “vecchie” tariffe: «I servizi venivano prestati con marginalità al di sotto dell’attualizzazione. Per le nuove convenzioni sottoscritte nel dicembre 2019, ringrazio il Comune che ha dato sostenibilità alla società, perché sono rimasti servizi che danno redditività inferiore rispetto alla raccolta. Del resto, Cmv Servizi è una società in house, per l’80% deve lavorare con convenzioni siglate coi Comuni, e 20% in mercato privato. Da qui, nasce questo piano industriale: a oggi la società è in sostanziale equilibrio, ma per migliorarla occorre che i Comuni soci siano consapevoli che servirà aumentare la platea dei servizi. Già oggi, abbiamo ottenuto quelli cimiteriali di Cento e di Bondeno. Nessun allarmismo sul fronte occupazionale. Abbiamo assunto nuovi dipendenti per andare a coprire posizioni rimaste vuote col passaggio da Cmv a Clara ed Hera. Le nuove convenzioni partite a gennaio 2020 sono state il punto di partenza. Poi, con qualche mese di ritardo dovuto al Covid, abbiamo fatto la scelta coraggiosa di stilare un piano di sviluppo. Lo stesso tunnel sanificante Sanitary Gate, servizio affidato dal Comune di Cento, potrà avere uno sviluppo».

debiti pregressi

Sul fronte dell’indebitamento pregresso, Lodi (Pd): «A Maccaferri, Toselli e Pirani manca il senso del tempo. La situazione ereditata da Maccaferri è quella creata dal sindaco nei mesi precedenti. Le convenzioni sono scadute nel 2015, Toselli ha vinto le elezioni a giugno 2016, e quelle nuove hanno decorrenza 1º gennaio 2020. Atr aveva debiti, ma anche milioni di crediti. La precedente amministrazione ha messo in campo un progetto serio, che ha portato alla scissiofusione con Hera, alla nascita di Clara e in teoria di una società per la gestione degli impianti e la trasformazione dei rifiuti, dando a Cmv Servizi un futuro nella gestione di servizi strumentali in house. Ma l’amministrazione Toselli ha tolto tutti i tasselli di valore, dalla pubblica illuminazione all’efficientamento led, fino alla gestione di impianti di riscaldamento delle scuole, affidandoli a società esterne. Tutti servizi che dovevano rimanere a Cmv. Senza attività con entrate certe e marginalità, non c’è sostenibilità».

I NUMERI

A soffermarsi sui numeri, Mattarelli (LpC): «Prima dell’operazione Hera, il bilancio del Gruppo Cmv aveva 45 milioni di debiti. Ad oggi, il bilancio Cmv è solido dal punto di vista patrimoniale, ma il conto economico non è in equilibrio: i ricavi per 2,7 milioni non coprono i costi fissi per 3,4 milioni. La stabilità è subordinata all’affidamento di nuovi o più ampi servizi strumentali da parte dei Comuni soci. In caso contrario, i costi aziendali non sarebbero sostenibili ».

In linea, Contri (Misto): «La relazione di Maccaferri certifica il fallimento del progetto Toselli. Togliere la luce a Cmv, si è dimostrato una scelta sbagliata. Ai soci, alle banche, va presentato il vero valore aggiunto di Cmv, non un piano che è libro dei sogni. Il risparmio sbandierato con l’operazione Citelum, non c’è stato».

Per Pettazzoni (Lega) «per dare continuità e certezza finanziaria a Cmv, occorrono nuovi affidamenti in house providing duraturi nel tempo e sostenibili. Nel piano, emerge l’energia e la voglia dell’azienda di lottare per andare avanti. Il Comune invece dimostra di non credere in Cmv: l’ha spogliata».

Garantite nel piano, invece, per Pirani (Cento Civica-Idea in Comune), la sostenibilità economica dei servizi core offerti: «Con le nuove convenzioni, il servizio di manutenzione strade è in grado di garantire la sostenibilità. A differenza dal passato, le nuove convenzioni prevedono per ciascun servizio la copertura dei costi con i ricavi, garantendo sostenibilità». —

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