La Nuova Ferrara

Ferrara

la tragedia di via Ghiara 

«L’ho già detto: l’ho uccisa io» Il figlio interrogato in ospedale

«L’ho già detto: l’ho uccisa io» Il figlio interrogato in ospedale

Stefano Franzolin ascoltato dopo l’arresto: 15 minuti appena davanti al giudice Ha confermato di aver soffocato la madre. La difesa: «Subito perizia psichiatrica» 

2 MINUTI DI LETTURA





Era un atto obbligato, dopo l’arresto dei giorni scorsi: ieri mattina Stefano Franzolin, 48 anni, è stato interrogato in ospedale, nella cella di sicurezza nei pressi del reparto di psichiatria dove si trova da quasi due settimane, dopo la tragedia di via Ghiara, dopo aver ucciso soffocandola la madre Alberta Paola Sturaro, 75 anni.

Lui, ascoltato dal gip Carlo Negri, e assistito dall’avvocato Alessandro D’Agostino dello studio legale Bova, è rimasto poco più di 15 minuti.

Tutto confermato

Ha risposto, sì, ma si è limitato a confermare quanto aveva già riferito durante l’interrogatorio del pomeriggio del 22 marzo scorso, giorno della tragedia, quando venne ascoltato dalla pm Ombretta Volta che conduce le indagini dei carabinieri della Compagnia Ferrara, comandata dal maggiore Marco Angeli. «Sì, l’ho uccisa io, l’ho soffocata con un cuscino», aveva detto allora e ripetuto, confermandolo, ieri. Chiarendo, come aveva già fatto, che la causa scatenante di tutto questo era un disagio familiare tra lui e la madre, due persone che comunque vivevano l’uno per l’altra. Ma da tempo viveva con disagio la pressione su di lui, con la madre che lo rimproverava, e quella mattina dopo l’ennesimo rilievo per un mancato pagamento, la frase che l’anziana donna ha sibilato verso di lui: «Sei come e peggio di tuo padre». Riaprendo una ferita mai rimarginata, per il rapporto conflittuale col padre, che da oltre 10 anni viveva separato dalla famiglia. Da qui il raptus, quella azione nella camera da letto della madre, con un cuscino appoggiato sul viso: subito aveva detto questo, ma tanti elementi tecnici, rilevati dalla Scientifica dei carabinieri e poi dai medici-legali, non lo confermavano e solo l’autopsia poi aveva dato certezza della morte per soffocamento: era bastata una azione brevissima, non di forza per uccidere la madre, che aveva difficoltà respiratorie e soffriva di polmonite.

Adesso lo psichiatra

E adesso? Adesso Franzolin resta detenuto in cella di sicurezza all’ospedale, è accusato di omicidio volontario aggravato dal grado di parentela e dei futili motivi. Ma il suo caso, come i legali, Bova e D’Agostino, hanno ribadito anche ieri, si svilupperà dal punto di vista giudiziario sulla base di una perizia psichiatrica, rinunciando fin da ora nel Riesame, ossia la rivalutazione di altri giudici sull’arresto di Franzolin. «Presenteremo nei prossimi giorni una richiesta di incidente probatorio per svolgere la perizia psichiatrica: a nostro avviso è assolutamente necessaria per accertare le reali condizioni del nostro assistito». —

Daniele Predieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google