Ok al bilancio Ma la minoranza critica e solleva il tema Crispa
JOLANDA di SAVOIA. Martedì scorso il consiglio comunale di Jolanda di Savoia ha approvato (contraria la minoranza), il bilancio di previsione 2021-23. In pratica, le linee guida per la fase post pandemia. Da parte della maggioranza soddisfazione per i risultati raggiunti, per le scelte effettuate e per il lavoro svolto. Fortissime critiche da parte della minoranza, che ha accusato l’amministrazione Pezzolato di mancanza di trasparenza.
minoranza all’attacco
Gabriella Della Cecca ha criticato la modalità dell’ennesimo consiglio non aperto al pubblico, neanche in streaming. «Noi della lista Voltiamo Pagina – ha detto – riteniamo che l’amministrazione Pezzolato stia da più di un anno negando ai cittadini, senza giustificazioni, il diritto costituzionale alla partecipazione ed alla trasparenza. E in questo caso si parla del bilancio 2021-23, cioè il periodo di post pandemia, inaccettabile».
Secondo l’opposizione, non c’è da essere soddisfatti se Imu, Tari, addizionale comunale Irpef sono fisse al massimo consentito, con tagli ai servizi. E poi: i cittadini di Jolanda saranno clienti e non soci di Asp (l’Azienda Servizi alla Persona di Ferrara) con decisioni e tariffe che spettano solo ai sindaci soci. Critiche su prescuola e doposcuola chiusi e sull’assenza di centri estivi comunali. E le tariffe di Clara in aumento.
«Avremmo voluto – prosegue Della Cecca – riduzioni a Tari, Imu, Irpef e per i servizi Clara, e che la mensa scolastica e il trasporto alunni fossero scontati. Tutto questo perché il Comune è stato portato nel 2018 in predissesto dall’amministrazione precedente. Nonostante tali e tanti sacrifici per i cittadini, la delibera della Corte dei Conti di febbraio riporta carenze per gestione ordinaria e di organizzazione complessiva: se non saranno risolte, si rischia di non mantenere l’equilibrio della gestione corrente, vanificando sacrifici del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Carenze di gestione ancora evidenti e sottolineate dalla Corte dei Conti, che parla di una riorganizzazione ancora allo stato di progetto». L’opposizione ha votato contro, compatta.
discarica e ricavi
Da ricordare anche un serrato scambio che ha visto protagonista il consigliere indipendente di minoranza Giovanni Ferro, il quale ha chiesto come mai, in un comune che ha sul territorio una discarica, i fondi derivati dall’impatto ambientale non siano impiegati a favore dei cittadini. «Quanto ricava il Comune e quanto impiega l’amministrazione, dalla presenza della Crispa sul suo territorio? – ha chiesto Ferro –. In altri territori con simili impianti ci sono grossi vantaggi nelle tariffe per gli abitanti. Qui no».
È arrivata la risposta immediata dell’assessore Elisa Trombin, che ha ricordato come ammonti a 260mila euro la quota di impatto ambientale, che altri soldi vanno ai Comuni vicini e che i fondi sono impiegati secondo gli indirizzi amministrativi. Sono seguite accuse e controaccuse sulle posizioni reciproche in materia nel passato. —
Alessandro Bassi
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