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«Pasqua più triste ma noi ci saremo» I ristoratori cercano di restare a galla

Marcello Pulidori
«Pasqua più triste ma noi ci saremo» I ristoratori cercano di restare a galla

Cavallina (La Romantica): la speranza è di riaprire presto  Pinotti: ristori insufficienti, di questo passo baratro vicino

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Marcello Pulidori

Non vedono una luce in fondo al tunnel. I ristoratori ferraresi si preparano a vivere una Pasqua inevitabilmente più triste e diversa. La possibilità di effettuare soltanto l’asporto e le consegne a domicilio tarpa le ali a esperti di un settore che potrebbe offrire tanto di più e che probabilmente un anno fa progettavano tempi ben diversi dagli attuali. «Stiamo preparando tutto con grande cura come al solito – dice Andrea Cavallina titolare de La Romantica, storico ristorante di Ferrara che si trova in via Ripagrande – purtroppo è possibile fare, appunto, soltanto asporto e consegne ma cercheremo ugualmente di accontentare i nostri clienti nel migliore dei modi. Abbiamo preparato piatti a base di agnello come da tradizione – prosegue Cavallina – e abbiamo circa 25 pranzi prenotati, quindi da questo punto di vista non ci possiamo lamentare. Resta sempre il fatto che questo modo di lavorare ci penalizza notevolmente e non possiamo non dirlo. Dopo Pasqua? Valuteremo cosa fare, se restare aperti solo nei fine settimana, o se riaprire soltanto quando potremo farlo appieno, cioè al termine di queste restrizioni».

Se in via Ripagrande l’atmosfera non è certo delle migliori, nemmeno arrivando a Villanova, frazione e si trova a una decina di chilometri da Ferrara, si respira aria migliore. Qui si trova un altro conosciutissimo ristorante, Da Pinotti, titolare lo stesso Claudio Pinotti: «Siamo al completo per quanto riguarda le festività pasquali – dice il titolare Pinotti – con oltre 60 pranzi preparati e da consegnare. Ma per il resto andiamo male perché non ci sono prospettive e i ristori, o sostegni che dir si voglia, sono assolutamente insufficienti. Abbiamo 4 macchine che gireranno per consegnare gli ordini ai nostri clienti, ma è il futuro che spaventa – dice ancora Pinotti – senza la possibilità di lavorare come prima della pandemia, cioè a pieno regime, sarò costretto a prendere in considerazione scelte che mai avrei pensato di fare a questa età». Chiaro il riferimento del ristoratore di Villanova alla eventualità di chiudere definitivamente il suo locale. Purtroppo di questi tempi le brutte idee si affastellano nella mente. Anche a chi fino a poco più di un anno fa aveva prospettive ben diverse.

Torniamo in città. Ci attende la conversazione con Mara Farinelli, la titolare di Quel fantastico giovedì, in via Castelnuovo, a pochi metri da Piazza Verdi: «Con il nostro chef Gabriele Romagnoli – dice Mara – abbiamo creato una Colomba salata che sarà la novità culinaria di questa Pasqua per quanto ci riguarda. Noi stiamo tenendo aperto anche durante la settimana, si tratta di uno sforzo non da poco ma credo sia importante per dare anche un segnale di ottimismo ai nostri clienti e a tutti più in generale. Adesso tra l’altro – dice ancora Mara con un velo di tristezza – la stagione è bellissima e si potrebbe mangiare all’aperto ma ci sono le restrizioni. Stiamo preparando circa una cinquantina di pranzi, ma la speranza è di poter tornare a lavorare come prima di questo incubo».

Una speranza che, in questi giorni difficili per tutti, accomuna gli operatori di un intero settore e che fa i conti attualmente con una situazione drammatica dal punto di vista degli introiti, con i ristoranti costretti a lavorare, appunto, a corrente alternata con continui cambi e poco tempo da dedicare alla necessaria programmazione. —

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