Ex Calefo, spazio al futuro Diventerà un centro dove ripensare lo sviluppo
Gli spazi saranno riqualificati grazie a risorse della Regione L’incubatore sarà un punto di riferimento per aziende università e associazioni
TRESIGALLO. Tresignana ha vinto il bando regionale per lo sviluppo delle infrastrutture per la competitività e il territorio, aggiudicandosi un finanziamento di 80mila euro per lavori di riqualificazione edilizia ed acquisto di attrezzature finalizzate al funzionamento dei locali comunali dell’ex Calefo (Consorzio agrario lavorazione esportazione frutta ortaggi).
La proposta prevede la nascita di una struttura di riferimento per l’intero territorio del Basso Ferrarese: un nodo di rete, di incontro e di collaborazione tra università, scuole, attori del sistema produttivo e associazioni per un’azione efficace in termini di supporto alla creazione d’impresa. L’organizzazione e la stessa struttura di Hub Calefo sono pensati come trasversalmente fruibili, in modo da costituirlo a fucina di idee, luogo di catalizzazione di opportunità formative e di socialità.
l’idea e i contenuti
«La scelta di collocare l’incubatore all’interno dei locali dell’ex Calefo – interviene l’assessore allo sviluppo economico e politiche giovanili Raffaele Cartocci – è strategica e simbolica: da un lato nei pressi è presente il quartiere servizi Area Sipro, con a disposizione lotti edificabili dove sarà possibile per le aziende e startup interessate creare le proprie strutture produttive, dall’altro si tratta del definitivo recupero di un edificio di archeologia industriale con un passato caratterizzato da una forte vocazione produttiva».
Gli ambienti saranno attrezzati per contenere: area ufficio, area coworking, area maker con dotazione base di un FabLab potenziata, area sviluppo 4.0 con macchine che offriranno agli utenti piena consapevolezza del processo produttivo e, infine, un’area presentazioni per workshop e conferenze.
«Il progetto pensato e idealizzato – aggiunge l’assessore Cartocci – permetterà di ripensare il ruolo del territorio dell’area interna del Basso Ferrarese, delle sue comunità e dei suoi patrimoni tangibili e intangibili nei processi di adozione e diffusione delle innovazioni, sviluppando un’economia locale coesiva in cui le dimensioni relazionale, comunitaria e identitaria costituiscono la principale risorsa per la produzione di valore». —
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