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giornata mondiale/2 

Faro sull’autismo Le testimonianze delle famiglie

Stefano Balboni
Faro sull’autismo Le testimonianze delle famiglie

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È stata celebrata ieri la 14ª giornata sulla consapevolezza dell’autismo istituita nel 2007 dall’Assemblea generale dell’Onu per richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone con sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie.

Per festeggiare l’evento alcuni ragazzi autistici hanno donato al personale impegnato al centro vaccinale dei biscotti di loro produzione. Un modo per mettere in evidenza quanto sia importante conoscere e sviluppare le peculiarità intrinseche di bambini e adulti colpiti da questa forma di disabilità, nell’affrontare i problemi del quotidiano quando si ha come scopo il miglioramento della qualità della vita e il raggiungimento di obiettivi legati al loro futuro. Un tema difficile soprattutto per chi lo ha dovuto affrontare una trentina di anni fa, quando era ancor più complesso effettuare una diagnosi e riuscire a ottenere corrette informazioni su come fronteggiare il quotidiano. È quanto hanno sottolineato Mariella e Gianni Vecchi, genitori di Gianluca, un ragazzo di 29 anni che ha mostrato le prime difficoltà cognitive poco prima del compimento del secondo anno di età. «È importante essere uniti tra le famiglie» spiega Mariella, specificando che lo spettro dell’autismo è differente tra le persone che ne sono colpite e che raggiungono quindi livelli cognitivi differenti.

Per questo è presente a Ferrara l’associazione “Dalla terra alla luna”, dove i ragazzi e le famiglie si confrontano per affrontare i problemi della vita quotidiana. L’associazione «fa parte di Angsa, associazione nazionale genitori persone con autismo, dove vengono raccolte proposte per evidenziare alle istituzioni eventuali necessità per i ragazzi. «Piccoli gesti ci riempiono di soddisfazione e vedere una azione semplice come allacciarsi le scarpe viene visto da parte nostra come un 110 e lode» conclude Mariella. Un’altra testimonianza giunge dalla periferia di Ferrara da parte di Simona e Valentino Friolo, genitori di un ragazzo di 15 anni, Tommaso. «Abbiamo trovato un importante aiuto da parte della neuropsichiatria infantile» spiega la madre. Il giovane Tommaso ha successivamente scoperto a scuola importanti stimoli per lo sviluppo psicocognitivo che gli sta permettendo di raggiungere buoni livelli al liceo linguistico. «È sfiancante, bisogna lavorare tutti i giorni e non mollare mai», conclude la mamma di Tommaso. —

Stefano Balboni

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