La Nuova Ferrara

Ferrara

goro 

Il Copego deve risarcire Regole “contro” le donne

Il Copego deve risarcire Regole “contro” le donne

2 MINUTI DI LETTURA





goro. Il Consorzio pescatori di Goro (Copego) dovrà rivedere il suo regolamento interno. O, meglio, considerato che a quanto pare è già stato modificato, bisognerà iniziare ad applicarlo perché “sulla assegnazione della quota giornaliera di prodotto pescato” contiene disposizioni discriminatorie e pertanto non va eseguito”. È quanto stabilisce il decreto firmato dal giudice del lavoro Monica Bighetti, del Tribunale di Ferrara, che accoglie il ricorso della consigliera di parità regionale, Sonia Alvisi, a tutela di interessi collettivi e dispone che la stessa cooperativa provveda al pagamento di 20mila euro di risarcimento all’organo di garanzia, oltre alle spese legali.

il fatto

Tutto parte da una denuncia di un ex socio, il quale ha lamentato la non corretta applicazione della legge sulle quote. La parte di regolamento cooperativo bocciato dal giudice del lavoro, prevede che ai soci legati da vincolo affettivo di coppia (coniugati, conviventi o anche solo legati affettivamente) non venga riconosciuta una doppia quota di pescato, nonostante siano tenuti entrambi a svolgere i compiti di pesca e manutenzione affidati dalla cooperativa. Secondo la consigliera «in un ambiente lavorativo composto in grande prevalenza da soci di sesso maschile, l’effetto pratico è quello di indurre le socie a recedere dalla cooperativa e di scoraggiarne l’ingresso di nuove dal momento che il loro lavoro non avrebbe alcuna valorizzazione economica».

Il Tribunale ha evidenziato come il regolamento approvato dalla cooperativa, se applicato, «può conseguire il ritorno dello stato occupazionale come quindici anni orsono, con una componente a larghissima maggioranza maschile».

le reazioni

«Esprimo grande soddisfazione per l’esito del procedimento, non solo perché è stata accolta la nostra istanza contro la natura discriminatoria del regolamento in questione», dichiara Sonia Alvisi. Il regolamento sulla doppia quota, si legge nel dispositivo emesso dal giudice del lavoro di Ferrara, introduce “una discriminazione indiretta in quanto, apparentemente rivolta a soci e socie, ottiene l’effetto di discriminare le donne fidanzate, coniugate o unite da vincoli affettivi ponendole in posizione di particolare svantaggio nell’accesso alla cooperativa”.

Statisticamente “il ragionamento inverso non sarebbe credibile o sarebbe certamente residuale, a fronte di una Cooperativa composta per la stragrande maggioranza da uomini”. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google