Fermi rimborsi Carife Da ottobre manca “bollino” ministeriale
Inabissato il decreto su alcuni controlli dell’Agenzia entrate I risparmiatori: dopo la sentenza Ue rimborsate subito tutti
Sono passati cinque anni dalla manifestazione che ha riunito al Teatro Abbado tutte le associazioni degli azzerati Carife, dando il via al movimento dei risarcimenti. La “celebrazione” è stata ricordata ieri anche per fare il punto sulla situazione dei ristori, che procedono sì ma con lentezza e soprattutto scontrandosi con ostacoli misteriosamente inamovibili: così una fetta significativa dei 18mila azzerati ferraresi non sa quando potrà concretamente vedere sbloccata la propria domanda che, va ricordato, è solo del 30% di quanto perso.
il punto
La commissione tecnica di Consap, «che va ringraziata per la disponibilità e il lavoro svolto» sottolinea Milena Zaggia (Risparmiatori traditi), ha pure lei fatto presente finora invano che dall’ottobre scorso si sono perse le tracce del Decreto Patrimonio, il grimaldello per dare il via libera a circa 30mila domande complessive (tra le quattro banche risolte e le due venete). Si tratta delle istanze forfettarie presentate dagli azzerati con meno di 100mila euro di patrimonio mobiliare, che a differenza dei “colleghi” più fortunati con meno di 35mila euro di reddito annuo, possono essere controllate solo attraverso la documentazione in possesso dell’Agenzia delle entrate. Il decreto è appunto indispensabile per far arrivare a Consap i nulla osta delle Entrate, è stato predisposto dal governo Conte II ma è finito in qualche cassetto, pare in attesa di “bollinatura” del ministero delle Finanze.
Stanno andando avanti quindi solo i rimborsi forfettari per reddito, mentre restano in coda altre due tipologie di richieste: chi ha diritto a più di 50mila euro e le violazioni massive, che non rientrano nei parametri di reddito e patrimoniali, nemmeno con le modalità flessibili adottate dalla commissione.
ric0rrenza e richieste
Chi, come Zaggia e Giovanna Mazzoni, ha in mente la manifestazione del 3 aprile 2016, ricorda la gran folla che aveva occupato l’Abbado, quella fuori davanti ai maxischermi, il viceministro Morando «che per gli azionisti prefigurò il “niente” quanto a soluzione». Nei cinque anni successivi, invece, tra «pellegrinaggi nei luoghi del potere, Roma e Bruxelles», manifestazioni qua e là e ormai cinque governi, qualche risultato è stato ottenuto. Ora è il momento, sottolineano i Traditi, di sfruttare la sentenza della Corte Europea contro le opposizioni della Commissione Ue ai salvataggi bancari, almeno per «riconoscere a tutti gli azzerati il diritto del rimborso almeno del 30%, lasciando cadere queste annose procedure: tutti i partiti che hanno preso impegni in questi anni sono al governo, ce lo devono». —
Stefano Ciervo
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